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DIFESA Via alla seconda tranche del programma per produrre 236 aerei Typhoon e 520 motori

Eurofighter, nuovo contratto

Pari a 3,1 miliardi il valore della commessa per l'Italia - In prima fila il gruppo Finmeccanica e Avio
Gianni Dragoni
Fonte: Il Sole 24 Ore - 15 dicembre 2004

L'Eurofighter però tornare a volare. Con quasi un anno di ritardo rispetto alle scadenze originarie, è stato firmato ieri a Unterhaching, vicino a Monaco di Baviera, il secondo contratto di produzione di 236 aerei Typhoon e 520 motori per equipaggiarli, compresi i ricambi (si veda «il Sole-24 Ore» di ieri). Il valore complessivo dell'ordine è di oltre 16 miliardi di euro, di cui 13 per i velivoli e avionica, tre per i motori.
I committenti sono i quattro Governi che partecipano al programma - Gran Bretagna. Germania. Spagna e Italia - attraverso l'agenzia intergovernativa Netma. Dall'altra parte i due consorzi di produzione, costituiti da industrie dei medesimi Paesi: Eurofighter Gmbh per i velivoli e l'avionica Eurojet Gmbh per i motori. La quota italiana, circa il 20% del totale, è intorno a 3.1 miliardi per 46 velivoli relativi equipaggiamenti avionici e motori. Ne beneficieranno circa 200 imprese, ma soprattutto e aziende del gruppo Fininmeccanica e Avio per ì motori.
Il primo contratto dell'Efa, per un importo di circa 7 miliardi di euro riguardante la produzione di 148 velivoli e oltre 300 motori, fu firmato nel 1998. Prevedeva la consegna dei caccia tra il 2003 e il 2007. A causa di problemi industriali di messa a punto delle macchine, la consegna effettiva è cominciata con oltre un anno di ritardo, cioè nei primi mesi di quest'anno. La seconda tranche è previsto venga realizzata fra il 2008 e il 2012.
A differenza del clamore e della pubblicità dati al primo contratto, stavolta la firma è stata un evento quasi clandestino, benché lungamente atteso e sollecitato dalle industrie che temevano un buco nella catena di produzione, contraccolpi negativi sull'occupazione, un aumento dei costi. Non c'è stato alcun comunicato ufficiale, solo la conferma da fonti industriali dell'avvenuta sottoscrizione del contratto.
Secondo indiscrezioni, il silenzio ufficiale sarebbe legato alle esigenze di alcuni Governi, soprattutto la Gran Bretagna, di attendere ancora qualche giorno per la ratifica definitiva. La scorsa estate Londra aveva rallentato la procedura, per problemi di bilancio uniti a difficoltà nei rapporti tra il ministero della Difesa e Bae Systems, l'azienda cui va la maggior quota relativa del programma: il 37.5% è la quota per le aziende britanniche, per lo più Bae per cellula ed avioniea, Rolls-Royce per i motori.
Come in ogni programma militare, le quote di lavoro per le industrie di ogni Stato sono proporzionate agli acquisti di piattaforme, materiali e armamenti fatte dal medesimo Stato. Londra acquisterà 89 velivoli. La Germania ne comprerà 68 e le aziende tedesche avranno il 30% del contratto: in prima fila Eads Deutschland e Mtu per i motori. La Spagna è il cliente più piccolo, con 33 aerei della seconda tranche e la quota principale di lavoro per Eads Casa. Il programma attualmente occupa 6Omila persone in Europa, di cui 12mila in Italia. Anche in Italia non sono del tutto chiari i contorni della copertura finanziaria della spesa, a causa dei tagli dei bandi pubblici per la difesa. Fonti industriali assicurano tuttavia che il contratto è stato convalidato e firmato e che non ci sono riserve.
Le aziende italiane maggiormente coinvolte sono quelle del gruppo pubblico Finmeccanica: Alenia Aeronautica e Aermaechi per la cellula, Marconi Selenia Communications e Galileo Avionica per le parti elettroniche. Per i componenti diversi dai motori all'Italia andrà una quota di lavoro del valore di circa 2,4 miliardi. Per i motori, realizzati da Avio, la quota è di circa 0,6 miliardi. Nella miriade di imprese coinvolte ci sono anche aziende private quali Elettronica, Aerea, Magnaghi, Secondo Mena e altre.
La relazione sui conti al 30 settembre del gruppo Finmeccanica, al capitolo aeronautica, dà conto dei travagli del Typhoon. «Per il programma Efa - dice il rapporto l'attività produttiva ha registrato, rispetto alle previsioni, dei rallentamenti collegati ai ritardi nella firma del contratto per la seconda tranche, che hanno condotto ad un nuovo piano con la rimodulaztone delle attività produttive e logistiche». Il documento informa che nei primi nove mesi del 2004 sono stati consegnati alle quattro forze aeree committenti 20 velivoli, di cui sei all'aeronautica italiana.
Il programma originario prevede una terza tranche, per ulteriori 236 velivoli che porterebbe il totale a 620. Alcuni analisti dubitano che la promessa verrà onorata. Sia per le difficoltà di finanziamento, sia per l'offensiva dei produttori americani per vendere i loro caccia, in particolare il Jsf F35 di Lockheed Martin.

Le cifre del contratto per l'Eurofighter

236 i nuovi caccia che dovranno essere costruiti tra il 2008 e il 2012 per Gran Bretagna, Germania, Spagna e Italia
46 La fornitura dl velivoli prevista per l'Aeronautica militare Italiana
16 Miliardi di euro il valore dell'ordine
3,1 Miliardi di euro il valore per l'Italia

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