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Progetto Efa, 3 aerei ci sono costati 6 miliardi di euro

La denuncia della Corte dei Conti dall'86 a oggi per l'Eurofighter ritardi sprechi e altri aerei in affitto
27 settembre 2004 - Giovanni Scafuro
Fonte: Avvenire - 25 settembre 2004

Dodicimila miliardi di lire per tre aerei. Non sembra un buon affare quello che ha visto l'Italia coinvolta nel programma Efa/Eurofighter 2000 dal 1986 ad oggi. Il Programma cui partecipano, oltre all'Italia, Germania, Regno Unito e Spagna è finalizzato alla realizzazione di un aereo da combattimento avente caratteristiche di caccia intercettore. Un programma, come si arguisce facilmente, estremamente costoso: 5 miliardi di euro, a cui bisogna aggiungere i soldi per acquistare «davvero» altri aerei: un altro miliardo di euro, Totale? Tra costi diretti e indiretti il programma Efa ci è costato, sinora la bellezza di oltre 6 miliardi di euro! I dati provengono da una relazione della Corte dei conti sullo «stato di avanzamento del Programma Efa/Eurofighter 2000, e sulle misure adottate dall'Amministrazione della Difesa per ovviare al ritardo nella sua esecuzione», diffusa in questi giorni. L'Efa/Eurofigliter era un ambizioso progetto di cooperazione militare europea. Si era perfettamente compreso il nuovo ruolo di leadership che l'Europa avrebbe avuto da lì a qualche lustro. In teoria, come si legge nella relazione dei giudici contabili, il programma avrebbe dovuto consentire la prima consegna di velivoli nel 1996. Ma le «difficoltà di vario genere (tecniche, dovute alla complessità e difficoltà del compito, ma soprattutto di ordine politico-finanziario, conseguenti al mutamento dello scenario nell'Europa dell'Est ed alla crisi economica generale dei primi anni '90) hanno, tuttavia, causato pesanti ritardi rispetto alle previsioni iniziali», si legge in un comunicato stampa. Attualmente, della quota di 130 velivoli destinati all'Italia, solo tre risultano effettivamente consegnati alla fine del 2003. Ciononostante, i vari governi hanno sempre creduto nel Progetto; al 31 dicembre 2001, il totale dei finanziamenti effettuati dall'Italia era di circa 6.800 miliardi delle vecchie lire, oltre a circa 1 miliardo e 350 milioni di euro dal gennaio 2002 al 31 dicembre 2003. I crescenti impegni internazionali dell'Italia, sia nel pattugliamento dei cieli nazionali sia nelle missioni all'estero dell'aviazione militare, hanno costretto il Ministero della Difesa ad acquistare temporaneamente altri aerei da caccia, attraverso accordi stipulati prima (1994) con la Gran Bretagna, poi (nel 2001) con gli Stati Uniti. Un'operazione «sostanzialmente positiva» affermano i giudici, pur «con alcune riserve relative alla natura dei finanziamenti utilizzati ed alla procedura seguita per giungere alla conclusione dei suddetti accordi». Leggendo la relazione emerge un dato singolare: il Ministero della Difesa ha provveduto a pagare gli oltre duemila miliardi di lire attraverso gli stanziamenti ordinari. Ciò significa una riduzione delle risorse per il funzionamento del Dicastero del ministro Martino, «la cui attività di spesa corrente - conclude la Corte dei conti - è stata in tal modo pesantemente ed a lungo vincolata».

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