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Negli attacchi in Yemen anche bombe italiane

Floriana Bulfon
Fonte: Fatto Quotidiano Insider - 22 luglio 2015

Yemen attacchi Componenti di bombe prodotti in Sardegna e ritrovati nello Yemen, utilizzati dall’Arabia Saudita durante “Tempesta di fermezza”; l’operazione contro i ribelli Houthi che non ha avuto l’autorizzazione dell’ONU e che ha colpito con bombardamenti indiscriminati interi quartieri e campi profughi. 

“Si tratta di MK83 con marchio RWM Italia, una succursale del colosso tedesco delle armi Rheinmetall AG, come ha messo in luce Reported.ly. Mentre la Germania ha bloccato diversi export verso l’Arabia Saudita, i nostri armamenti sono finiti in quel Paese”, denuncia Giorgio Beretta, analista dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza di Brescia (OPAL). “E di tutto questo non vi è traccia nelle autorizzazioni all’export dall’Italia”. O meglio, non vi è traccia della destinazione, perché l’Italia ha autorizzato RWM Italia, come risulta dalla relazione presentata alle Camere nel 2014 (relativa all’export del 2013), ad esportare per più di 62 milioni di euro per 3.650 bombe 1000LB MK83 attiva e altre 300 di tipo 1000LB MK83 inerte. Peccato non si sappia a chi siano finite.  “Nelle relazioni di Andreotti lo sapevi, fino al 2011 potevi con fatica ricostruire la destinazione, con l'avvento dei governi Letta e Renzi, che hanno cambiato la legge, è diventato praticamente impossibile”. L’ultima relazione: 2 volumi, oltre mille pagine, tabelle e dati che però si rivelano inutili. E intanto le bombe continuano a essere vendute a destinatari sconosciuti.

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