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F-35, Signor ministro si confronti con noi

Lettera aperta di don Renato Sacco (Pax Christi) pubblicata su Famiglia Cristiana
Renato Sacco
Fonte: Famiglia Cristiana - 26 luglio 2012

Signor Ministro della Difesa, mi è sembrato un po’ alterato nell’intervista di qualche giorno fa al Corriere della Sera. Ha parlato di ‘furore ideologico contro le Forze armate’. Ma Lei non è ‘solo’ un Ammiraglio. Lei è ministro a servizio di una JSFail Repubblica democratica in cui è ancora possibile esprimere pareri diversi. Lei ha anche detto che “se chiudessimo il progetto F-35, metteremmo a rischio 10 mila posti di lavoro e ammazzeremmo il futuro tecnologico di Finmeccanica”. I 10.000 posti di lavori sono una bugia a cui non crede nessuno. Lo sa anche Lei. Ma una bugia, raccontata tante volte, diventa verità. Lo sa anche lei che se l’Italia, come hanno fatto altri Paesi, dovesse uscire da questo progetto costoso (e contrario all’articolo 11 della Costituzione, perché questi aerei sono d’attacco non di difesa!), non pagherebbe nessuna penale.

Lei non accetta mai un confronto perché ha forse paura di essere smentito su alcuni dati, come appunto i posti di lavoro? E’ stata la stessa Finmeccanica in audizione alla Camera a parlare di 2.500 posti di lavori complessivi per questi nuovi aerei da guerra. Quelli che lei definisce animati da ‘furore ideologico’ cercano di lavorare in rete, di confrontarsi e condividere dati e informazioni. Sul sito www.disarmo.org potrà trovare molte altre informazioni che smentiscono quanto Lei con sicurezza afferma. Chi lavora per la guerra ha bisogno di un’uniforme, che ‘uniforma’ anche il pen Don Renato Sacco siero della persona. Chi lavora per la Pace crede nel dialogo tra diversi. Don Tonino Bello diceva che la ‘pace è la convivialità delle differenze’. Signor Ministro, perché non accetta un confronto sul tema degli F35 e più in generale delle spese militari? Magari proprio a Cameri, dove dovrebbero essere assemblati gli F35. Lei è preoccupato di ‘non ammazzare il futuro di Finmeccanica’. Non sarebbe meglio preoccuparsi per le persone che davvero vengono ammazzate nelle guerre? Partendo dai loro volti, possiamo cercare un confronto.

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