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Cluster bombs: a Ginevra si discute un vi protocollo alla convenzione sulle “armi inumane” (CCW)

L’Italia tra i paesi che vogliono indebolire la Convenzione di Oslo?

Il nostro paese è indicato dalla società civile internazionale tra coloro che sostengono i “double standards” tesi ad indebolire la Convenzione firmata e ratificata anche dal nostro Governo
Fonte: Campagna Italiana contro le Mine - 24 novembre 2011

Pr Campagna Mine ocedono i lavori di Revisione della Convenzione sulle “armi inumane” (CCW) in svolgimento a Ginevra (14-25 Novembre 2011) e che affrontano anche la stesura di un testo per VI protocollo che regoli l’uso delle cluster bombs.

Da quasi due settimane nell’ambito della riunione del CCW a Ginevra le organizzazioni umanitarie della rete internazionale della Cluster Munitions Coalitions stanno tentando di arginare il tentativo da parte di alcuni Paesi produttori ed utilizzatori di munizioni cluster di finalizzare un testo per un protocollo VI caratterizzato da alcuni punti chiave in elevata contraddizione con gli standard sanciti dalla Convenzione di Oslo che oggi conta ben 111 Stati firmatari e 66 ratifiche, tra le quali quella del nostro Paese depositata ad ottobre 2011. Tra i punti che destano più preoccupazione l’autorizzazione all’ utilizzo di tipologie cluster già messe al bando dalla Convenzione ed un lungo periodo di transizione ( in cui gli Stati sarebbero autorizzati all’uso).

Siamo profondamente allarmati dal sostegno che l’Italia sta garantendo alla discussione di un protocollo VI che avvalli l’utilizzo di munizionamenti proibiti dalla Convenzione ratificata dal nostro Paese – dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana Contro le Mine - in osservanza anche all’impegno all’Universalizzazione della Convenzione Bomba Cluster di Oslo mi sembra chiaro che l’impegno profuso dall’Italia, per ora, si posizioni in senso diametralmente opposto (…)” “(…) chiediamo chiarezza ed impegno al nostro Paese nel sostegno agli standard già sanciti da una Convenzione entrata in vigore senza se e senza ma - continua Schiavello - anche se sembra sempre di moda l’argomentazione che i grandi produttori ed utilizzatori non l’hanno sottoscritta quindi per buon senso diplomatico bisogna negoziare l’adesione degli Stati che producono ed utilizzano munizioni cluster - anche se in questo caso palesemente al ribasso ed al probabile costo di vite umane - rinunciando anche alla stigmatizzazione di questa scelta da parte degli utilizzatori e fornendogli, così, una via d’uscita alla mancata adesione allo standard internazionale indicato dalla Convenzione di Oslo .”conclude Schiavello.

Una recente risoluzione del Parlamento Europeo del 16 novembre 2011 richiama gli Stati d’Europa al rispetto degli standard ed agli impegni sanciti e sottoscritti con l’adesione alla Convenzione di Oslo ed alla necessità di opporsi fermamente all’introduzione di un protocollo VI. L’Appello della Croce Rossa Internazionale sottolinea il pericolo insito nel procedere successivamente all’entrata in vigore di una Convenzione Internazionale con un protocollo teso ad indebolirne i contenuti. Esponenti delle Nazioni Unite come Valerie Amos, (United Nations Emergency Relief Coordinator), Helen Clark, (Administrator, United Nations Development Programme ) Navanethem Pillay, (United Nations High Commissioner for Human Rights) hanno firmato uno statement congiunto dall’emblematico titolo “Don’t undermine the international ban on cluster munitions” in cui si evidenziano i tratti peggiori del VI protocollo proposto, specie la parte normativa che autorizzerebbe l’uso di cluster prodotte dopo il Gennaio 1980 con alcune caratteristiche però già bandite dalla Convenzione di Oslo. Malgrado ciò alcuni Stati parte della Convenzione come Francia, Australia, Germania, Italia, Svezia, Svizzera, Portogallo, Olanda, Croazia, Irlanda, Lituania e Giappone continuano a supportarlo. “Riteniamo che un VI protocollo non sia affatto necessario , soprattutto così come prospettato e, fondamentalmente, in pieno contrasto con la Convenzione Ratificata dal nostro Paese -aggiunge Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana.”

Note: Per maggiori informazioni www.campagnamine.org
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