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Washington, armi a Taiwan. Ma nessun nuovo F16

Sistema radar e JDAM, una commessa da 5,8 miliardi di dollari
Alberto Simoni
Fonte: La Stampa - 22 settembre 2011

Bombe intelligenti, missili teleguidati, uno studio di fattibilità per potenziare i motori degli F16, high tech radar (AESA) in grado di seguire più obiettivi, strumenti per la guerra elettronica, missili aria-aria e il sistema JDAM che trasforma le bombe da 500 libre degli F16 A/B  in ordigni teleguidati ad alta precisione. E' il pacchetto di "aiuti" militari che Washington si appresta a consegnare - dopo che avverrà il via libera del Congresso - a Taiwan. Un affare da 5,8 miliardi di dollari che fa infuriare Pechino, ma che sta trovando parecchie resistenze pure fra deputati e senatori. Questi sono convinti che nel carrello della spesa vi siano sì cose importanti (a partire dal sistema JDAM) ma non le armi, leggi nuovi F16, che Taipei vorrebbe avere per rafforzare la sua dottrina di difesa strategica. F16 di Tawain Made in Usa durante un Air showIl senatore repubblicano John Cornyn, Texas, che ha illustrato il provvedimento che chiede agli Usa di vendere gli F16 C/D a Taiwan, ha definito la proposta del Pentagono "una capitolazione verso la Cina che dovrebbe preoccupare gli Usa e i suoi alleati". Lo stesso Cornyn ha citato il segretario Hillary Clinton che a suo dire avrebbe imposto la data del 1 ottobre come deadline per una decisione sulla vendita di nuovi F16. L'Amministrazione Obama invece sarebbe orientata, da quanto emerge nel pacchetto presentato dal Pentagono, a limitarsi a un potenziamento degli F16 A/B in dotazione a Taiwan che sono datati. Questi infatti per montare le nuove armi e per aumentare il range di volo devono avere motori potenziati. Il range è di 500 miglia, la distanza fra Taiwan a la Cina è di 100 miglia; ma gli F16 dotati di JDAM diminuirebbero il range. 
L'Amministrazione Obama difende la scelta dell'"upgrade". "Avremo più rapidamente e su più aerei le dotazioni necessarie invece di vendere nuovi caccia". La versione minimalista di Obama non soddisfa però non solo il Congresso ma nemmeno i cinesi che giudicano l'ennessima commessa militare a Taiwan un'offesa e uno schiaffo a Pechino.
Ma questo è un evergreen...Lo scorso anno la vendita di un carico d'armi da 6,4 miliardi di dollari scatenò l'ira di Pechino. L'ambasciatore Usa in Cina, Gary Locke è stato convocato d'urgenza e il ministero degli Esteri cinese ha diramato una nota: "Un errore quello degli Stati Uniti che minerà la relazioni bilaterali così come gli scambia e la cooperazione militare". Questo il monito, poi l'affondo: "Washington deve quanto mai ritrattare la decisione".

Note: Articolo al link http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=319&ID_articolo=20&ID_sezione=709
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