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Amnesty: "Export di armi l´Italia allenterà i controlli"

Il business è in crescita: nel 2009 più 60% di autorizzazioni alla vendita. Rete per il disarmo e Tavola per la Pace pronte a protestare contro il provvedimento
Carlo Brambilla
Fonte: La Repubblica - 20 novembre 2010

«L´export di armi in Italia è in crescita esponenziale. Il vostro Paese, in particolare, è tra i leader mondiali nell´esportazione di piccole armi, come le pistole, in paesi dove sono in pericolo i diritti umani, penso al Guatemala o allo Yemen. Un mercato della morte che vi vede al terzo posto al mondo come esportatori di piccole armi. E al secondo se si considera la sola Parata esercito italiano Africa. Un business che è cresciuto del 100% negli ultimi tre anni. In un momento in cui le leggi che regolano la trasparenza rischiano di fare un passo indietro». La denuncia durissima di Brian Wood, coordinatore internazionale di Amnesty International per le attività sul controllo delle armi, viene alla conclusione della seconda conferenza mondiale "Science for Peace", promossa dalla Fondazione Umberto Veronesi alla Bocconi di Milano.
Brian Wood è uno dei massimi esperti al mondo in traffici illeciti di armi. Con il premio Nobel per la Pace Oscar Arias ha avviato a metà degli anni ‘90 la campagna per un trattato internazionale che controlli questo commercio. «La sua denuncia arriva alla vigilia di un appuntamento molto importante per noi italiani - spiega Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il Disarmo, anche lui presente alla conferenza milanese - martedì prossimo il Senato dovrà discutere un disegno di legge con il quale il governo Berlusconi intende modificare, in peggio, le regole sull´export di armi. In un periodo in cui le esportazioni di armi italiane vanno a gonfie vele (più di 60% di autorizzazioni nel 2009 con il record di 4,9 miliardi di euro autorizzati) e in cui sarebbero necessari maggiori controlli, il governo intende invece realizzare un allentamento delle procedure di autorizzazione e di verifica. Con la scusa di dover recepire una direttiva europea in materia si vuole in realtà togliere al Parlamento il controllo in una materia particolarmente delicata».
Spiega Brian Wood: «Il pericolo nel traffico delle armi è che quello che non viene autorizzato ufficialmente finisce poi per passare sottobanco». Esattamente quello che temono le diverse organizzazioni pacifiste italiane. Per questo martedì mattina verrà organizzato un presidio davanti al Senato, promosso dalla Rete italiana per il Disarmo e dalla Tavola della Pace. «Chiederemo a tutti i parlamentari di votare per lo stralcio di questo pericoloso emendamento. Spiegheremo i pericoli connessi a questo cambio legislativo per quanto riguarda la trasparenza su un mercato così problematico».

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