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E il Governo aumenta le spese militari

Crescono i costi per il personale, quasi 9,5 miliardi previsti nel 2011 per Forze Armate con più comandanti che comandati. E per i sistemi d'arma, +8,4% rispetto al 2010
Roberto Zichittella
Fonte: Famiglia Cristiana - 16 novembre 2010

Le spese militari non conoscono la parola “crisi”. Anche nel 2009, nel mondo, le spese per la difesa sono aumentate. Solo a partire dal prossimo anno si annunciano tagli. Commentiamo questo fenomeno con Massimo Paolicelli. Presidente nazionale dell'Associazione Obiettori Nonviolenti, Paolicelli ha pubblicato di recente con Francesco Vignarca “Il Caro Armato”, un libro sulle spese militari in Italia.

Il SIPRI di Stoccolma conferma che nel 2009 la spesa militare nel mondo è cresciuta, perché questo settore non sembra risentire della crisi economica mondiale?
Lo spauracchio del terrorismo a livello mondiale fornisce il movente per limitare i diritti individuali delle persone ed incrementare le spese per la difesa; è chiamata guerra al terrorismo e spesso si porta avanti con gli schemi convenzionali che tuttavia si addicono poco a questo tipo di “nemico” che, al contrario, spesso trae vantaggio da queste situazioni. Le guerre uccidono indiscriminatamente sicuramente più civili che terroristi, alimentando povertà, rabbia e disperazione, ottimo terreno fertile per reclutare nuovi terroristi. Le guerre però creano la necessità di produrre nuove armi che hanno come committente i Governi, che spesso anche in tempo di crisi economica preferiscono costruire un cacciabombardiere piuttosto che decine di asili.

Tuttavia nel 2010 alcuni Paesi hanno annunciato tagli alle spese per la difesa. Dove ci saranno i tagli più significativi?
Dopo la crisi della Grecia l’Unione Europea ha visto arrivare in casa gli effetti della crisi mondiale ed ha tentato di correre ai ripari con manovre di contenimento della spesa accompagnate però in molti Paesi da contestuali politiche di sviluppo. Nel settore della Difesa l’Unione Europea paga il costo del lento processo di unificazione inteso oggi come la somma dei singoli eserciti e dei singoli sistemi d’arma. Infatti pur spendendo 200 miliardi di euro l’anno e disponendo di 2 milioni di soldati, non riesce a mobilitarne 60.000 neanche con due mesi di tempo e resta un mistero l’attività del 70% dei militari europei. In Europa esistono 89 programmi di armamento contro i 27 degli USA. Per fortuna stanno tagliando le spese militari la Francia (-15%), la Germania (-13,9%) e la Gran Bretagna (-8%) che taglierà 42.000 militari entro il 2020 rispetto agli attuali 175.000 e ridurrà gli acquisti del nuovo caccia F35 e dell’Eurofighter. Speriamo che ciò costituisca la premessa per una reale politica d’integrazione.

Anche l'Italia taglierà le sue spese militari? Sembra di capire che più di veri e propri tagli ci sarà una razionalizzazione delle spese, è così?
L’Italia taglia poco e male: ci sono i tagli del Ministro Tremonti contenuti nei provvedimenti di contenimento della spesa del 2008 e della scorsa primavera, ma a farne le spese sono principalmente l’arruolamento della truppa, la formazione dei militari, la manutenzione dei mezzi e delle strutture. Allo stesso tempo crescono però le spese per il personale, quasi 9,5 miliardi per il 2011 per avere Forze Armate con più comandanti che comandati, avanti con l’età e quindi poco “operativi”, al punto che pur disponendo di 180.000 uomini e donne con le stellette, non riusciamo a schierare all’estero più di 9.000 militari. Per i sistemi d’arma si spendono inoltre 3.453 milioni di euro nel bilancio della Difesa, cresciute dell’8,4% rispetto al 2010 e 2.248 milioni di euro allocati al Ministero dello Sviluppo Economico, per un totale di 5,7 miliardi di euro. L’ammontare complessivo delle spese per la Difesa per l’anno 2011 inserendo lo Sviluppo Economico e le Missioni supera così la cifra record di 24 miliardi di euro.

Quali sono le principali voci di spesa del bilancio della Difesa in Italia? Siamo sempre al "Caro armato"?
Come abbiamo denunciato con il “Caro armato” l’Italia spende molto in personale spesso in esubero e sistemi d’arma inutili, basta pensare ai 131 caccia multiruolo di quinta generazione con capacità stealth che ci costeranno quasi 15 miliardi fino al 2026. Dal punto di vista strategico chi dobbiamo bombardare? Dal punto di vista economico ce lo possiamo permettere? Infatti l’aumento dei costi (un caccia è passato dal costo iniziale di 81 milioni di dollari a quello attuale di 131 milioni di dollari), ritardi nella produzione, scarso numero di collaudi e veri e propri flop di pezzi collaudati sono costantemente e puntualmente denunciati. Acquistiamo un aereo strepitoso (forse!) e poi non abbiamo soldi per formare i piloti e metterci il carburante? All’inizio del 2009 è stata nominata una Commissione per la ridefinizione del sistema di difesa del Paese che doveva rendere noti i suoi risultati dopo 6 mesi di lavoro ma sfortunatamente alla data di oggi non abbiamo potuto ancora leggere il suo rapporto.

Le missioni all'estero costano molto?
Nel maxi-emendamento del Governo alla Legge di Stabilità, appena approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, sono stati stanziati 750 milioni di euro per i primi 6 mesi del 2011: si presuppone quindi che il costo per l’intero anno sia di 1,5 miliardi di euro, esattamente il 50% in più rispetto a pochi anni fa. Tuttavia meno del 10% di tale importo verrà impiegato per gli aiuti umanitari, il resto servirà per garantire le missioni militari. Il problema di fondo è che il Governo ed il Parlamento si limitano a rifinanziare le missioni, senza valutare i risultati delle singole operazioni. In Afghanistan, ad esempio, dopo 9 anni dall’inizio del conflitto si è costretti a mandare rinforzi (a fine anno 4.000 uomini), e mezzi sempre più pesanti, una strategia che solitamente si segue quando si sta perdendo una guerra e non quando la si sta vincendo.

Come procedono i programmi per dotare le forze armate italiane di nuovi sistemi d'arma? Per l’Eurofighter siamo entrati nella terza tranche, anche se il Governo sembra intenzionato a sospendere la 3b (la seconda parte); il costo complessivo dei 121 caccia aria-aria è di oltre 18 miliardi di euro. Non riusciamo a concludere il progetto europeo di un caccia da difesa e ci avventuriamo nell’F35 un caccia d’attacco. Disponiamo della nuovissima portaerei Cavour, costata 1,4 miliardi di euro e che pur di impiegarla siamo stati costretti a spedirla ad Haiti al costo di navigazione di 200.000 euro al giorno! Delle 10 Fregate Italo-Francesi FREMM che ci costano quasi 5,7 miliardi di euro, ad un prezzo singolo maggiore di quello pagato dalla Francia, ne abbiamo accantonate 4, che forse saranno ugualmente prodotte e rivendute al Brasile. Per l’esercito dovrebbero essere terminato per il 2012 la consegna di 249 Veicoli Blindati Medi Freccia al costo di 1,5 miliardi di euro. Appare chiara la mancanza di una seria programmazione strategica e di mercato.

Da pacifista che proposte farebbe?
Il Capo dello Stato rispetto alla Legge di Stabilità ha invitato ad un’assunzione di responsabilità nel fare delle scelte e a stabilire delle priorità. Se fossi il legislatore non avrei nessun dubbio tra la rinuncia al progetto del caccia F35 ed il taglio dei fondi alla sanità, all’istruzione, ai trasporti pubblici, alla difesa del suolo ed al servizio civile. Oltretutto, come hanno dimostrato anche recenti ricerche, investendo in settori diversi da quelli militari,crescerebbe lo sviluppo economico del Paese e raddoppierebbero i posti di lavoro, mantenendo quindi servizi essenziali e creando investimento. E’ la strada indicata dalla campagna "Sbilanciamoci" (www.sbilanciamoci.org) che il prossimo 23 novembre in Senato presenterà il suo nuovo rapporto, che condensa le proposte alternative di sviluppo del Paese elaborate del variegato mondo dell’associazionismo.

Note: Articolo al link http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/e-il-governo-aumenta-le-spese-militari.aspx
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