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La corsa agli armamenti passa per India, Emirates ed Israele: gli aerei militari i più venduti

Gli Stati Uniti i maggiori esportatori, secondo uno studio condotto dalla Sipri
Francesco Vignarca
Fonte: AvioNews - 11 novembre 2010

Sipri, l'Istituto internazionale per la ricerca e la pace, di Stoccolma, ha pubblicato ieri un rapporto sul trasferimento degli armamenti a livello globale. Ne è emerso che nel corso degli ultimi cinque anni gli aerei militari da combattimento rappresentano un terzo delle esportazioni mondiali di grandi armamenti. Gli Stati Uniti sono risultati i principali venditori, mentre i più importanti acquirenti per consistenza di ordini sono stati l'India, gli Emirates, e Israele.

Secondo lo studio infatti dal 2005 al 2009 gli Usa hanno venduto 341 aerei, contro i 286 del quinquennio precedente; al secondo posto ovviamente la Russia, che ha però avuto un leggero calo rispetto ai cinque anni precedenti, con 219 unità contro 331. La Francia 75 (58 nel 2001-2005).

L'istituto sottolinea anche un fatto, opinabile per taluni, e cioè che l'acquisto di questi velivoli non è solo volto alla difesa, ma che questi aerei con i loro armamenti rappresentano una importante minaccia di destabilizazione in molte regioni. Aerei da guerra

Un'idea più precisa sui contorni che delineano le attività dell'industria degli armamenti e le strategie politico-difensive delle regioni del globo, si può desumere dal fatto che nel periodo preso in esame, sono solo 11 le Nazioni che hanno prodotto apparecchi bellici: a titolo individuale America, Russia, Cina, Francia, Svezia, India, Giappone, e poi Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, riunite però nel consorzio Eurofighter. I Paesi clienti sono 44, e fra questi citiamo l'Algeria con 32 unità da combattimento acquistate, 16 il Bangladesh, 36 la Giordania, 23 il Pakistan, 33 la Siria, 24 il Venezuela, 37 lo Yemen.

La Russia nel quinquennio in esame non ha rafforzato la sua flotta, mentre gli Stati Uniti si sono dotati per le loro forze armate di 33 aerei supplementari.La parte del leone l'hanno fatta però India, Emirati Arabi Uniti e Israele, che che hanno fatto spese per un terzo del volume totale acquistando rispettivamente 115, 198 e 82 velivoli. Inoltre lo studio rivela che altri grandi acquirenti provengono da regioni al centro di "Grandi tensioni internazionali"

Il responsabile Sipri del programma esportazione di armamenti Siemon Wezweman ha espresso la seguente considerazione: "Spesso presentati come uno dei principali mezzi di difesa, questi stessi aerei consentono ai Paesi che li possiedono un potenziale tale da permettergli praticamente senza preavviso di attaccare Nazioni vicine, nel più profondo dei loro territori". citando ad esempio l'attacco aereo che effettuò Israele contro la Siria nel 2007 o l'invasione della Georgia da parte della Russia con il supporto della sua aviazione, l'anno dopo. "Le acquisizioni di velivoli da combattimento possono chiaramente avere un grosso effetto di destabilizzazione in alcune regioni". Soprattutto nel caso in cui l'esportazione di missili verso un Paese sia soggetta a controlli molto ristretti, a causa della loro facoltà di trasportare testate nucleari o di distruzione di massa; l'acquisto di aerei da combattimento di alta tecnologia e di missili aviotrasportabili capaci di portare testate nucleari risulta di gran lunga più facile.

Per i Paesi esportatoti, sottolinea Sipri, la posta economica in gioco è molto importante, perché "Un aereo tecnologicamente avanzato ha un costo che si aggira sui 40 milioni di dollari (29 milioni di Euro) ad esemplare", anche se comunque la cifra è indicativa perché il costo di un tale velivolo è sempre difficile da calcolare. E a tale proposito, secondo quanto riportato sul settimanale "Jane's Weekly" del 16 settembre del 2009, la Norvegia ha calcolato il prezzo d'acquisto di un esemplare di aereo di ultima generazione F-35 Joint Strike Fighter in 54 milioni di dollari, mentre il Pentagono per lo stesso apparecchio ha stimato un costo di 97 milioni.

Gli Stati esportatori incoraggiano dunque questo tipo di contratti di vendita. Ad esempio Sipri cita -premettendo che un contratto di vendita, oltre al velivolo, comprende molto spesso anche altri servizi a questo collegati- l'ordine di 72 Eurofighter da parte dell'Arabia Saudita per un importo di 6-7 miliardi di dollari, i 4,8 miliardi pagati dall'Australia per 24 F/A-18E sempre americani, e i 40 Su-30MKI pagati dall'India alla Russia un miliardo e mezzo.

Note: Articolo al link http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1122751&pagina_chiamante=index.php
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