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Dalla Russia armi legali e “illegali” verso l’Africa

Kester Kenn Klomegah
Fonte: IPS - 30 gennaio 2009

L’impresa statale russa di commercio d'armi, Rosoboronexport, sta pensando di aumentare il volume degli armamenti e degli equipaggiamenti militari russi verso l’Africa entro i prossimi quattro, cinque anni. E questo dopo le accuse rivolte alla Russia di vendere armi attraverso canali illegali e di contrabbando, con un sostanzioso contributo ai conflitti nel continente devastato dalle guerre.

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“Abbiamo riavviato i contatti con tutti i paesi africani che hanno sempre acquistato armamenti sovietici”, ha dichiarato di recente il direttore generale di Rosoboronexport Anatoly Isakyn in conferenza stampa. La Russia è il secondo maggiore esportatore di armi al mondo dopo gli Stati Uniti. Viktor Komardin, vicedirettore di Rosoboronexport, ha spiegato in un’intervista all’IPS che “negli ultimi anni, ci sono stati evidenti cambiamenti positivi nella cooperazione tecnica e militare della Russia con gli stati africani”.

“Nonostante la forte concorrenza sul mercato, dal 2001 l’esportazione di armamenti da parte della Russia ha visto una crescita costante, e nel 2008 ha raggiunto un volume altissimo. L’espansione del volume delle forniture è evidente se si osserva l’aumento nella presenza dei prodotti russi in diversi paesi e regioni del continente”, ha affermato.

Bright Simons, studioso delle questioni cino-africane e russe presso IMANI, un istituto di ricerca con sede ad Accra promotore dell’economia di mercato, ha detto all’IPS che mentre il grosso delle esportazioni di armi dalla Russia va agli ex alleati della guerra fredda, in Africa viene venduto sottobanco ogni genere di armi leggere con i rispettivi accessori.

“La maggiore preoccupazione è che la Russia sembra stia intensificando la vendita di armi al di fuori delle vie ufficiali attraverso i canali di traffico illegale e contrabbando, alimentando in questo modo il circolo vizioso dei conflitti locali nel continente”.

“Il commercio illegale di armi russe è per definizione impossibile da cogliere in pieno, ma dovrebbe aggirarsi intorno ad almeno il 20 per cento dei dati ufficiali, a giudicare dal ritmo di proliferazione dei conflitti in Africa centrale”.

Tra il 2000 e il 2007, gli stati africani hanno comprato dalla Russia armi per un valore di 1,1 miliardi di dollari.

“Si osserva però una nuova tendenza significativa per cui la Cina sembra stia soppiantando la Russia come fornitore privilegiato per i venditori di armi leggere”, ha detto Simons all’IPS da Accra, capitale del Ghana.

Komardin riconosce che l’Africa resta una regione attraversata dai conflitti. Gli scontri si muovono adesso intorno al problema dei depositi minerari, e vedono come principali antagonisti Occidente e Cina, ha spiegato. La Russia ha le proprie risorse naturali, e non ha bisogno di partecipare a questa “caccia al tesoro”, ha sostenuto.

Eppure, secondo Isaykin la Russia è pronta ad offrire ai potenziali clienti in Africa forme di pagamento “alternative e flessibili” per gli equipaggiamenti militari.

Ad esempio, la creazione di joint ventures per l’industria ittica, mineraria e petrolifera, diritti esclusivi per lo sfruttamento delle risorse naturali nei paesi africani e nelle consegne delle materie prime locali come diamanti, cotone e caffè.

“Grazie a queste offerte, i clienti africani hanno maggiori opportunità di acquisire equipaggiamenti militari fabbricati in Russia”, ha aggiunto Isaykin.

La difficoltà principale in queste regioni così sensibili è che l’esportatore di armamenti dovrebbe seguire il criterio di “riduzione del danno”, ed è “per questo che dedichiamo tanta attenzione alla politica statale nell’ambito della cooperazione tecnico-militare”, ha osservato Komardin.

“La fornitura dei nostri armamenti funziona in modo tale da evitare di turbare il precario equilibrio politico e militare nella regione”.

Rosoboronexport sta poi intessendo nuove relazioni con l’Unione africana, basate sull’equipaggiamento e la formazione di forze di peacekeeping. Elicotteri, veicoli meccanizzati da combattimento per la fanteria e armi leggere di fabbricazione russa sono tutti strumenti utili per le difficili condizioni dell’Africa.

Dopo il crollo sovietico, l’influenza della Russia è diminuita considerevolmente, ma analizzando obiettivamente la situazione, secondo Bondarenko, “la Russia continua ad avere un ruolo significativo nella risoluzione dei conflitti e nel rafforzamento della pace nel continente”, ha spiegato all’IPS Dmity Bondarenko, vicedirettore dell’Istituto per gli studi africani dell’Accademia russa delle scienze a Mosca.

Confutando l’affermazione secondo cui sarebbe soprattutto il commercio di armi leggere ad alimentare le guerre civili in Africa, Bondarenko ha replicato che “il commercio di armi è una realtà per molti paesi. Oltre alla Russia, è coinvolta anche la maggioranza dei paesi occidentali, oltre a Cina e Brasile”.

“Credo che se la Russia, o qualsiasi altro paese, smettesse di vendere le armi all’Africa, ciò non porterà necessariamente alla fine dei conflitti, come qualcuno sostiene. Le parti coinvolte in questi conflitti infiniti in Africa troverebbero subito altre forme di comprare e di assicurarsi le armi.

“Sono certo che il commercio di armi contribuisca ad intensificare i conflitti, ma questo non significa che ne sia la causa principale”, ha aggiunto Bondarenko.

I conflitti sono il risultato di un insieme di problemi interni alle società africane - differenze etniche e religiose, lotta per il potere e economia debole - uniti agli interessi delle corporation occidentali in Africa, a suo parere. Abbiamo chiari esempi di conflitti incentrati sui diamanti e altri minerali in Africa occidentale e meridionale.

L’ex Unione sovietica ha rifornito di armi molti paesi africani su una base ideologica, legata al confronto con l’Occidente, ma adesso la Russia vende armi solo per una pratica commerciale.

Tra i paesi che da sempre importano armi russe della Rosoboronexport, vi sono Algeria, Angola, Burkina Faso, Botswana, Etiopia, Libia, Marocco, Mozambico, Namibia, Sud Africa e Uganda.

Gli armamenti più acquistati dalla Russia sono i Sukhoi e i caccia MiG, apparecchi di difesa aerea, elicotteri, carri da combattimento, veicoli corazzati per il trasporto di personale, e veicoli da combattimento per la fanteria.

La Russia è poi da sempre ai primi posti nella vendita di armi piccole e leggere, e per i sistemi missilistici terra-aria e anticarro.

I paesi africani sono attirati dalla “affidabilità e dai prezzi competitivi” delle armi russe. C’è sempre stata una forte domanda dall’Africa di elicotteri di fabbricazione russa. Secondo diverse fonti, la Russia avrebbe fornito ai paesi africani oltre 700 elicotteri, compresi gli elicotteri da attacco Mi-24/35.

Secondo Isaykin, “stiamo offrendo diversi servizi di post-vendita ai nostri clienti tradizionali, privilegiando i servizi di riparazione di elicotteri e di aerei da combattimento MiG-23, MiG-27, MiG-29, oltre alla formazione per piloti”.

Negli ultimi anni, la Russia ha cercato di riconquistare la sua posizione competitiva sul mercato globale delle armi. Nel 2007, ha venduto armi per un valore di 7,4 miliardi di dollari, con l’obiettivo di aumentare le esportazioni fino a otto miliardi di dollari entro la fine del 2008.

Inoltre, per incrementare il commercio di armi, la Russia ha concluso un accordo inter-governativo sulla cooperazione tecnico-militare con la maggior parte degli stati africani, istituendo commissioni intergovernative bilaterali e interdipartimentali nel quadro di questa cooperazione. Adesso l’obiettivo è assicurare l’efficacia di questi meccanismi e migliorare le dichiarazioni d’intenti con programmi di cooperazione di lungo e medio periodo.

Note: Articolo al link http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1381
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