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La Francia riprenderà a vendere armi all’Iraq

Ornella Sangiovanni
Fonte: Osservatorio Iraq - 11 ottobre 2008

Dopo quasi 20 anni, Parigi riprenderà a vendere armi all’Iraq, con l’obiettivo di inserirsi in un mercato molto allettante, finora dominato dagli Stati Uniti.

Un mercato nel quale la Francia può vantare una tradizione – dato che ai tempi di Saddam Hussein era tra i maggiori fornitori di armi al governo di Baghdad.

“Non si tratta di sostituire gli americani, o di respingerli”, dice Jawad Bashara, portavoce dell’ambasciata irachena nella capitale francese. “L’Iraq ha bisogno di rinnovare la sua capacità militare, e deve avere diversi fornitori di armi, non un solo Stato".

Bashara fa sapere che una delegazione guidata dal capo dell’aeronautica irachena è attesa in Francia nelle prossime due settimane, per chiudere un contratto per l’acquisto di 30 elicotteri da ricognizione e salvataggio, che prevede un’opzione per acquistarne altri 20. Del valore dell’accordo non parla, né dice di quali elicotteri si tratti, ma aggiunge che funzionari francesi e iracheni stanno discutendo anche della possibilità che la Francia addestri le forze armate irachene, e venda pezzi di ricambio per armi “made in France”. Di aerei da combattimento o di nuovi sistemi di armamenti si potrebbe parlare in seguito, dice.

Un funzionario della Difesa di Parigi conferma che i negoziati per la ripresa dei rapporti militari con Baghdad vanno avanti da più di un anno, e sottolinea che la Francia non vende più forniture militari all’Iraq dal 1990, quando le Nazioni Unite imposero le sanzioni a Baghdad dopo l’invasione del Kuwait.

La disponibilità della Francia a riprendere i rapporti commerciali in questo campo viene confermata anche da un diplomatico francese.
Eurocopter France
Entrambe le fonti, non autorizzate a parlare pubblicamente di questioni militari, hanno chiesto di mantenere l’anonimato.
Ad ogni modo, qualsiasi eventuale accordo richiederà del tempo, e, soprattutto, dovrà passare per una serie di approvazioni da parte del governo di Parigi. La situazione in Iraq è quella che è, e l’Eliseo vuole assolutamente evitare di trovarsi coinvolto in casi di corruzione.

Non sarebbe certo la prima volta. I primi scandali di questo tipo scoperti in Iraq, dopo l’invasione guidata dagli Usa del marzo 2003, erano collegati proprio al ministero della Difesa e alle forniture militari.

Uno di questi casi, su cui si è indagato nel 2004, vide coinvolto un certo Ziad Cattan, che aveva trattato l’acquisto di elicotteri polacchi per conto del governo di Baghdad – elicotteri che in seguito si era scoperto essere vecchi di 28 anni.

Ma negli ultimi tempi la maggior parte delle forniture militari all’Iraq arrivano da Stati Uniti e Gran Bretagna, anche se il governo iracheno ha acquistato anche alcuni elicotteri da combattimento dalla Russia.

Secondo Bashara, l’accordo per la vendita di elicotteri francesi avrebbe preso forma nel corso della visita del ministro degli Esteri Bernard Kouchner in Iraq, nel maggio scorso. E a far cadere la scelta del governo di Baghdad sulla Francia sarebbero stati proprio i legami passati fra i due Paesi in campo militare.

Che Parigi evidentemente intende sfruttare. L’Iraq praticamente non ha più una sua aviazione, e rappresenta un mercato allettante.

Eurocopter, che fa parte del gruppo franco-tedesco EADS, e attualmente è l’unica compagnia che produce elicotteri in Francia, non ha voluto fare commenti sul possibile accordo con Baghdad.

Note: Articolo al link http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6503
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