Poliziotti, psichiatri e vigilantes: «Serve una stretta sul porto d'armi»
L'episodio di Guidonia «deve sollecitare l'attenzione del ministro dell'Interno e del capo della Polizia sull'esigenza di dare una svolta concreta sulla politica delle armi fino ad oggi praticata, rivedendo normative e circolari lassiste, spesso illegittime, che hanno consentito il proliferare degli armati sul territorio nazionale». Lo afferma Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'Anfs (Associazione nazionale funzionari di polizia). «Purtroppo - spiega Letizia - mentre gli operatori di Polizia ed i cittadini continuano a cadere sotto i colpi degli squilibrati armati, sulle esigenze collettive prevale il compromesso che, nelle stanze ministeriali, si è stretto tra armieri e super-burocrati». Non è, sottolinea, «solo una questione di cambiamenti legislativi, ma anche e soprattutto la necessità di riformare o annullare decreti, circolari ed altri provvedimenti che hanno consentito, da un lato, il possesso indiscriminato di armi dall'elevato potenziale offensivo e, dall'altro, la sostanziale inefficacia delle visite mediche, svolte secondo i criteri dell'autocertificazione e della mancanza di qualsiasi effettiva assunzione di responsabilità». «Desideriamo, dunque - conclude il segretario dell'Anfs - non le solite chiacchiere, ma una presa di coscienza della necessità di un cambiamento radicale, di un inversione di tendenza con la quale si torni a considerare la circolazione e la detenzione delle armi con la serietà che la materia richiede e la severità più volte invocata dalle associazioni delle vittime mietute da criminali e folli». Gli psichiatri: serve una stretta sul porto d'armi. Più attenzione e frequenza per le visite di idoneità per il porto d'armi. A chiederle è il presidente della società italiana di psichiatria Miano Bassi, commentando quanto è successo ieri a Guidonia. «Nella nostra pratica - spiega Bassi - ci rendiamo conto che non vengono valutate periodicamente e attentamente le persone che chiedono il porto d'armi e anche coloro che già le possiedono dovrebbero sottoporsi a più intensi controlli, soprattutto per coloro che ne possiedono più di una. Le condizioni fisiche, e soprattutto psichiche, di una persona possono variare ed è per questo necessaria più attenzione».


