SANZIONI USA EXPORT ARMI, MOSCA: CONTRO LEGGE INTERNAZIONALE
Fonte: ApCom - 30 gennaio 2007
Le sanzioni Usa contro l'export russo di armi differiscono dallo spirito di partnership tra stati e vanno contro la legge internazionale. Lo ha detto Igor Ivanov, segretario del Consiglio di sicurezza russo, reduce da una visita a Teheran. Spiegando che Mosca "non ha violato e non violerà alcun trattato o accordo internazionale, anche per quanto riguarda il controllo sull'export di armamenti" ha aggiunto Ivanov. Lo riporta Interfax. La notizia delle sanzioni, riportata a inizio gennaio dal quotidiano The Washington Times, indicava severe restrizioni imposte a tre compagnie gestite dallo stato cinese, a tre russe - tra le quali Rosoboronexport - e a un'azienda di estrazione mineraria nordcoreana; il tutto in base a una norma statunitense del 2000, relativa alla proliferazione delle armi, ribattezzata poi nel 2005 Legge di non-proliferazione per Siria e Iran. Ma da Mosca si era già precisato che non è stato violato alcun trattato internazionale sull'export di armi. Anche in relazione a Siria, Iran, e Venezuela. A replicare è anche Konstantin Kosachyov, presidente della commissione Affari Internazionali della Duma di Stato (Camera Bassa del Parlamento russo). "Il controllo dell'export è molto severo in Russia, e quando le armi vengono esportate, si rispetta il meccanismo del regime di controlli e gli obblighi internazionali della Russia" ha spiegato l'alto funzionario a radio Eco di Mosca. La decisione è stata presa da Washington, dopo controlli incrociati di intelligence sugli ultimi due anni. Le misure andrebbero a colpire più le aziende russe che non cinesi e nordcoreane, per il potenziale blocco delle vendite di componenti per velivoli ai costruttori Usa. Secondo la stampa americana, le sanzioni vietano il commercio e il sostegno del governo degli Stati Uniti alle relative compagnie per due anni e impediscono alle aziende statunitensi rapporti commerciali con esse.

