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Agenzie di stampa

L'aumento delle spese militari nella Finanziaria

Fonte: Agenzie di stampa - 14 novembre 2006

FINANZIARIA: 53 SENATORI, TAGLIARE SPESE MILITARI INIZIATIVA PROMOSSA MARTONE (PRC)- SERVE INVERSIONE TENEDENZA ''Le spese militari in Italia rischiano di raggiungere livelli insostenibili, non in linea con quello che e' stato il nostro impegno con elettrici ed elettori ed alle proposte e istanze promosse dai movimenti sociali e dalla societa' civile italiana ed internazionale, per un altro mondo possibile, per una politica per la pace ed il disarmo, per la cooperazione, la solidarieta' internazionale e la giustizia economica globale''. E' quanto dichiara il senatore del Prc Francesco Martone, tra i promotori di un documento al quale hanno aderito cinquantatre parlamentari del centro sinistra. Nel documento si ricorda che il programma dell'Unione prevede iniziative innovative in sostegno alla riduzione delle spese militari, al rilancio della cooperazione internazionale in termini quantitativi e qualitativi, il sostegno a politiche di disarmo e non-proliferazione, al rafforzamento dei meccanismi di controllo e monitoraggio del commercio di armi, la piena attuazione della 185/90 che tra l'altro prevede la costituzione di un fondo per la riconversione dell'industria bellica, il sostegno a corpi civili di pace. ''Su questo ci siamo impegnati e continueremo a farlo - continua Martone- e proprio per questo uniamo la nostra voce per chiedere una netta inversione di tendenza nelle politiche del nostro Paese, attraverso una serie di misure che possano realmente marcare il rafforzamento di una politica estera, industriale e commerciale di pace e prevenzione dei conflitti''. ''Senza che cio' - conclude Martone -vada a discapito del diritto al lavoro, difatti proprio per questo ho presentato un Disegno di Legge sulla riconversione dell'industria bellica, che mi auguro venga presto messo in discussione in commissione. Il Governo faccia la sua parte, stanziando 50 milioni di euro per il fondo per la riconversione dell'industria bellica'', conclude Martone. FINANZIARIA: SENTINELLI, SQUILIBRIO INACCETTABILE SPESA ARMI APPELLO A FORUM COOPERAZIONE CONTRO TAGLI ALLO SVILUPPO Aumentare i fondi destinati alla spesa militare e ridurre allo stesso tempo le risorse alla cooperazione ''e' un errore'', ''uno squilibrio inaccettabile che speriamo possa essere corretto in Parlamento''. Il vice ministro degli Esteri Patrizia Sentinelli non nasconde il suo disappunto per i tagli alla cooperazione previsti nell'ultima versione della Finanziaria e preannuncia battaglia nelle aule parlamentari. ''Nella bozza eravamo riusciti ad avere un'inversione significativa, ora ci arrivano notizie sconfortanti di nuovi tagli. E' un errore che speriamo di poter correggere in Parlamento'', afferma Sentinelli, introducendo i lavori del 'Forum sulla cooperazione, per la pace e la solidarieta'', che a dieci anni dal primo vertice mondiale sull'alimentazione fa il punto su quanto fatto dai paesi ricchi verso quelli piu' poveri. Solo un mese fa, da Lussemburgo, il vice ministro aveva annunciato con una certa soddisfazione ''l'inversione di rotta dell'Italia'' riferendo che la finanziaria 2007 avrebbe contenuto fondi per 600 milioni di euro, il 75% in piu' di quanto aveva stanziato il precedente governo. Ora le cose sono cambiate: il taglio trasversale alla spesa dei ministeri ha colpito anche la spesa per la cooperazione, imponendo ''un drastico abbattimento di 48 milioni di euro, pari all'8% del totale che era stato previsto''. ''E' un taglio pesantissimo - commenta Sentinelli - che deve essere assolutamente rivisto: altrimenti come potremmo raggiungere gli obiettivi della lotta alla poverta' che qui stiamo discutendo? Qui si fanno cose belle, ma poi la Finanziaria si rivela miope su questo fronte''. La delusione del vice ministro e' accresciuta dalle notizie che arrivano dal fronte opposto, quello militare, e che indicano un aumento della spesa: ''Uno squilibrio inaccettabile''. La preoccupazione per i tagli ai fondi destinati allo sviluppo e alla cooperazione e' condivisa da tutto il Forum, che riunisce a Roma rappresentanti di associazioni, Ong, operatori. ''Siamo preoccupati. Il segnale che era arrivato era di un governo che voleva invertire la tendenza. Se i tagli saranno confermati, il segnale di cambiamento sara' piu' debole e piu' ambiguo'', denuncia Marina Ponti, responsabile europea per l'Onu della campagna per gli obiettivi del Millennio. ''Mi auguro che l'Italia non si dimentichi che il mondo la sta guardando. Trovare risorse da destinare allo sviluppo e' difficile per tutti i paesi'', aggiunge. ''Il paragone tra le spese militari e quelle destinate alla cooperazione dimostra pero' che non e' un problema di risorse, quanto di priorita' politiche''. L'obiettivo del Millenium prevede che i paesi piu' ricchi portino entro il 2015 allo 0,7% del Pil gli stanziamenti a favore dei paesi in via di sviluppo. L'Italia, che si colloca attorno allo 0,12% (0,23% con la cancellazione del debito), e' fanalino di coda tra i paesi Ue. FINANZIARIA: LA MALFA(PRI), PRESERVARE FONDI FORZE ARMATE I fondi per le forze armate vanno preservati. Ad affermarlo e' il parlamentare del Pri, Giorgio La Malfa commentando la richiesta di 53 senatori dell' Unione di tagliare le spese militari. ''Tutto sommato nella finanziaria sono state preservate le forza armate italiane dai tagli che hanno colpito molti altri settori - afferma La Malfa - e questo lo giudichiamo un fatto positivo in relazione ai gravosi compiti che hanno le nostre forze armate in Iraq, in Afganistan, in Libano'' FINANZIARIA. SILVESTRI (VERDI): INACCETTABILE AUMENTO SPESA ARMI "QUESTO E' IMPAZZIMENTO, PRODI ASCOLTI ED AGISCA". (DIRE) Roma, 14 nov - "E' inaccettabile il fatto che in una finanziaria, che chiede a tutti uno sforzo nell'interesse generale, lo stanziamento per la difesa subisca un'incredibile impennata al rialzo. E' davvero un impazzimento". Lo sostiene il senatore del Gruppo Verdi - Pdci Gianpaolo Silvestri. "Cio' e' addebitabile - prosegue - principalmente al Presidente della commissione difesa del Senato, De Gregorio, che ha posto tale aumento come condizione per il suo voto favorevole alla manovra. Non e' possibile che il programma dell'Unione ed il chiaro richiamo a Prodi di ben 53 senatori per la riduzione delle spese per gli armamenti, un qualificante impegno preso con gli elettori, debbano essere annullati dal verbo di De Gregorio". "Chiedo - aggiunge Silvestri - che almeno si blocchino gli acquisti di nuovi armamenti, come la portaerei 'Conte di Cavour' (quasi un miliardo di euro sistemi d'arma esclusi), dieci nuove fregate (3,5 miliardi di euro), 121 caccia Eurofighter (oltre 6,5 miliardi di euro): da soli rappresentano l'1 per cento del nostro Pil". "Chiedo a Prodi - conclude l'esponente dei Verdi - di ascoltare ed agire, ricordando che la spesa per armamenti e' spesa di morte".

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