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RUSSIA Mosca, avverte il presidente, lavora ad armi nucleari che «altre potenze» non hanno

Putin: nuovi missili in arrivo

Gli esperti pensano al «Topol-M», progettato per mettere fuori gioco lo scudo spaziale americano
VLADIMIR SAPOZHNIKOV
Fonte: Il Sole 24 Ore - 18 novembre 2004

La Russia mostra i denti, quelli nucleari. Ieri, nel corso di un incontro con i vertici delle forze armate russe, il presidente Vladimir Putin ha annunciato a sorpresa che la Russia acquisirà nei prossimi anni nuovi sistemi di armi nucleari, che altri Paesi non possiedono e che molto difficilmente potranno avere in un futuro prossimo. «Non soltanto abbiamo condotto con successo dei test sui sistemi missilistici nucleari ultramoderni - ha dichiarato il leader del Cremlino - ma sono anche sicuro che nei prossimi anni questi sistemi entreranno in dotazione delle forze armate russe». Secondo Putin «si tratterà di sistemi rivoluzionari, che dovranno garantire la sicurezza della Russia per molti anni a venire».
Le dichiarazioni di Putin, fatte poche ore dopo la nomina di Condoleezza Rice alla prossima carica di segretario di Stato americano, sono state immediatamente interpretate dagli osservatori russi e internazionali come un segnale che il Cremlino ha voluto lanciare ai 'falchi" dell'Amministra-zione del presidente George W,Bush. Vale a dire che Putin ha confermato la già annunciata determinazione della Russia ad ammodernare i propri arsenali nucleari, per neutralizzare l'ipotetica superiorità degli Stati Uniti, che stanno sviluppando il cosiddetto "scudo spaziale", un sistema antimissile volto a proteggere il territorio americano da potenziali attacchi missilistici degli "Stati-canaglia" appartenenti all'asse del male", come l'Iran e la Corea del Nord.
Nonostante il fatto che il presidente russo non sia andato nei dettagli del misterioso programma nucleare, molti esperti hanno ipotizzato che si potrebbe trattare in primo luogo del missile intercontinentale "Topol-M" (SS-27, a seconda delle classifiche della Nato). Lo scorso anno alcuni "Topol-M", che in base alla dottrina militare russa dovrebbe diventare la spina dorsale dell'arsenale nucleare post-sovietico, erano già entrati in servizio presso una base missilistica in Siberia. Dopo la ratifica nel 2000 del trattato Start-2 il numero delle testate nucleari dovrebbe scendere per il 2007 dall'attuale livello di circa 6.000 a un livello compreso fra le 1.700 e le 2.200 testate pn parte; Mosca però si è impegnata unilateralmente a limitare i propri arsenali nucleari a 1.500 testate. Questo significa che per eliminare tutti i missili a testate multiple SS-18 "Satan", come previsto dallo Start-2, la Russia dovrà costruire nei prossimi tre anni almeno 250-300 "Topol-M".
Sarà un'impresa ardua. «Le spese per la difesa mettono a rischio la protezione sociale e rallentano la crescita economica», ha detto ieri Putin. Ma secondo il ministro della Difesa Serghej lvanov le spese per l'acquisto dei nuovi armamenti (3,9 miliardi di dollari), approvate dalla Legge finanziaria per il 2005, permetteranno di acquistare «quattro missili balistici, nove satelliti, cinque razzi-vettori, due sistemi missilistici tattici "Iskander-M", 17 carri armati e 92 veicoli blindati».
Per fugare le preoccupazioni della comunità internazionale, riguardo a un imminente ritorno della corsa agli armamenti, Putin ha dichiarato che il nuovo sistema missilistico dovrebbe garantire alla Russia una più efficace difesa dal terrorismo internazionale. «Abbiamo compreso che tino a quando ignoreremo alcune componenti della nostra difesa come lo scudo nucleare e missilistico, le altre minacce potrebbero crescere». Per questa ragione Mosca «continuerà gli sforzi per costruire le proprie forze armate e le componenti nucleari». Ma le spiegazioni di Putin sono state accolte con certo scetticismo. Il politologo Alexandr Golz ha definito «molto strano» il legame, tracciato da Putin, tra i sistemi missilistici nucleari e la lotta al terrorismo internazionale. Secondo Golz «com'era ai tempi sovietici, alla base dello sviluppo delle forze armate si trova il potenziamento dell'arma nucleare, che difficilmente potrà essere una risposta adeguata alle minacce terroristiche dei tempi moderni».

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