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L'Europa: revoca totale dell'embargo alla Libia

Pisanu: «Nostra vittoria». E Gheddafi chiama Prodi: «Grazie». Sarà possibile la fornitura di armi
Giuseppe Sarcina
Fonte: Corriere della Sera - 23 settembre 2004

Armi alla Libia. L'Unione Europea cancella l'embargo totale nel confronti di Tripoli che durava dal 1986. Tutti i divieti di esportazione sono stati eliminati ieri, con un voto all'unanimità dei 25 ambasciatori riuniti a Bruxelles. La decisione, storica, è andata ben al di là non solo delle previsioni, ma anche della proposta avanzata dall'Italia («revoca parziale dell'embargo militare»). La svolta sarà ufficializzata dai ministri degli Esteri, nel vertice dell11i ottobre. Ma le ricadute per il governo italiano sono immediate. Il 26 settembre il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, sarà a Tripoli per definire il «piano di contrasto» dell'immigrazione clandestina. La diplomazia italiana a Bruxelles, guidata da Rocco Cangelosi, si era prefissata l'obiettivo minimo di togliere il lucchetto a una lista predefinita di «strumenti dl avvistamento», cioè guardacoste, elicotteri, visori notturni e così via. Con il via libera integrale di ieri, l'Italia e tutti gli altri Paesi della Ue potranno fornire alla Libia qualsiasi tipo di arma, in teoria anche carri armati o cacciabombardieri.
In realtà la «normalizzazione» dei rapporti tra Europa e Tripoli è soprattutto politica. Gran Bretagna e Francia si sono inserite sulla scia degli italiani per convincere in primo luogo la Germania che era venuto il momento di «riabilitare», senza mezze misure, il Colonnello Gheddafi. Tanto più che, lunedì scorso, il presidente americano George Bush aveva già spianato la strada, lasciando cadere le sanzioni economiche contro il leader libico. Anche la Commissione europea, sotto l'impulso del presidente Romano Prodi, si è mossa lungo questa linea, cercando di inquadrare le esigenze italiane in un accordo più largo con Tripoli. Il risultato è un'intesa in quattro punti, che tiene conto anche delle cautele espresse dal «blocco nordico» (Svezia in testa). Innanzitutto, dunque, l'Unione Europea abolisce le restrizioni economiche adottate nel 1993, su raccomandazione dell'Onu. In secondo luogo la Commissione ha ottenuto l'autorizzazione dei 25 Paesi di inviare una missione esplorativa in Libia per «accertare quali sono le necessità collegate ad azioni di contrasto dell'immigrazione clandestina». Terzo: si procede all'abolizione completa dell'embargo sulle armi,
deciso dalla Ue nel 1988 come risposta agli attacchi agli aeroporti di Vienna e Fiumicino, nonchè all'attentato nella discoteca «La Belle» di Berlino. Quarto e ultimo punto: l'Unione Europea eserciterà pressioni affinchè la Libìa garantisca ai suoi cittadini il pieno rispetto dei diritti umani. Inoltre Bruxelles svilupperà una mediazione sulla vicenda delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese, condannati alla fucilazione lo scorso 6 maggio, con l'accusa di aver diffuso il virus dell'Aids in un ospedale di Bengasi nel 1999, provocando la morte di 43 bambini e il contagio di altri 400. E' l'ultimo caso aperto, nella lunga sequenza di stragi, di atti terroristici che hanno funestato per oltre 20 anni i rapporti tra Libia e Occidente. Nei mesi scorsi le diplomazie europee hanno chiuso, una per una, le ferite ancora aperte, come quella del risarcimento alle vittime della discoteca «La Belle». In parallelo, Prodi, nella sua veste di presidente della Commissione, ha «riagganciato» direttamente Gheddafi, invitandolo qualche mese fa a Bruxelles. Ieri, fanno sapere fonti della Commissione, il Colonnello ha telefonato a Prodi «per ringraziarlo di quanto fatto per mettere fine all'embargo». E naturalmente Prodi esprime «grande soddisfazione» notando con una punta polemica: «Quando abbiamo cominciato questo lavoro nel 1999, non era stato accolto con favore». Anche il governo di Roma, con il ministro Giuseppe Pisanu, rivendica «11 successo italiano che giova a tutta Europa». Questa volta, in effetti, il futuro leader dell'Ulivo e i suoi concorrenti del ceritrodestra in Italia, si sono ritrovati a remare nella stessa direzione.

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