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Corea del Nord: traffico d'armi verso la Siria, passando per la Cina

Carlotta Zanello
Fonte: International Business Times - 18 maggio 2012

Una commissione speciale di esperti, facente capo alle Nazioni Unite, monitora costantemente il rispetto o meno delle sanzioni che gravano a carico della Corea del Nord. Sanzioni che, approvate nel 2006, riconfermate nel 2009 e inasprite nel 2012 dopo il test missilistico del 13 aprile, vedono coinvolte nella lista nera del Consiglio di Sicurezza Onu 11 imprese ed organizzazioni nord coreane coinvolte nella progettazione, produzione e commercio di armi, di distruzione di massa e non.

Un recente rapporto degli esperti, se da una parte non menziona armi nucleari o missili balistici, evidenzia come il governo nord coreano sia impegnato comunque nel redditizio commercio di armi convenzionali, materie prime per la loro costruzione e beni di lusso.

La commissione ha reso noto che una buona parte di queste merci compiano un tragitto che da Pyongyang porta al Myanmar, ex Birmania oppure in Siria, passando per la Cina. Una Cina che, storicamente vicina al governo nord-coreano, ha sempre cercato, in seno al Consiglio di sicurezza, di ritardare o rendere meno pesanti le sanzioni contro di esso.

Nel rapporto inoltrato dagli esperti alla commissione Onu incaricata di valutare le sanzioni, sono stati segnalati due episodi rilevanti: il primo riguarda una nave, la M/V San Francisco Bridge che nel 2010, partita dalla Corea del Nord verso la Siria, è stata ispezionata. A bordo, ingenti quantità di lastre di rame, dischi di ottone, tubi di alluminio, tutti materiali adibiti alla costruzione di razzi ed artiglieria. Nel 2007 invece, un cargo fu fermato durante il tragitto Dalia (Cina)-Port Kelang (Malesia)-Latakia (Siria) perchè contenente materiali per l'assemblaggio di missili balistici o missili scudo. Benchè questi episodi risalgano ad un periodo precedente all'inizio (marzo 2011) dell'offensiva di Assad verso i ribelli, possono comunque dare un'idea di come il governo siriano si stesse approvvigionando di armi e lascia aperta l'ipotesi che un tipo di commercio del genere possa ancora sussistere.

La Commissione tiene comunque sotto osservazione anche i rapporti che intercorrono tra Myanmar e Corea del Nord. Nonostante l'attuale capo di stato birmano abbia negato che tra i due stati vi sia una cooperazione riguardo ad armi nucleari, è vero che il precedente regime militare birmano aveva vagliato più volte questa ipotesi e che nel 2008, la portavoce del Parlamento del Myanmar Shwe Mann, in visita in Corea aveva affermato: "Non si tratta di una cooperazione nucleare, come viene affermato" - "Abbiamo studiato il loro sistema di difesa aerea, le loro fabbriche di armi, aerei e navi. Le loro forze armate sono molto forti, quindi abbiamo deciso di collaborare con loro, se necessario".

Certo è che la Corea del Nord sta ad ogni modo portando avanti il suo programma di arricchimento dell'uranio  e trattamento del platino al fine di sviluppare un proprio sistema di difesa nucleare, prerogativa inderogabile di tutti gli stati, secondo Pyongyang, ma gli osservatori internazionali non ritengono che il paese sia dotato di tecnologie sufficientemente avanzate per portarlo a termine anche perchè non risulta per ora che importi da paesi più sviluppati alcune componenti necessarie al compimento del progetto.

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