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Impegno Intesa, Unicredit e UBI su codice etico Science for Peace, Veronesi per "Addio alle armi"

Fonte: ADN Kronos - 18 novembre 2011

Export italiano Anche il mondo delle banche inizia a rispondere all'appello dell'oncologo Umberto Veronesi che sogna un 'addio alle armi'. Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi Banca sono i primi 3 istituti di credito a condividere principi e obiettivi del 'Codice di responsabilità in materia di finanziamento al settore degli armamenti', lanciato dal movimento Science for Peace creato dalla Fondazione Umberto Veronesi.

"Le tre banche - spiega ai giornalisti Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete italiana per il disarmo e portavoce di Science for Peace in questa battaglia - si impegnano a continuare a
partecipare al tavolo di lavoro da noi istituito". Si impegnano inoltre "ad assumere il Codice di responsabilità come punto di riferimento per implementare le proprie policy in materia, per l'evoluzione futura delle proprie procedure e per la conseguente rendicontazione". Secondo Vignarca, "è un grande passo in avanti, verso una svolta storica innanzitutto all'insegna della trasparenza".
Perché grazie all'impegno assunto, "per la prima volta - precisa - attraverso la rendicontazione sarà possibile conoscere con precisione l'entità e la natura dei finanziamenti all'industria delle armi".

L'obiettivo è ambizioso: "Da qui alla prossima edizione di Science for Peace', anche grazie ad Abi (Associazione bancaria italiana), diffonderemo il nostro Codice nella speranza che venga condiviso, se non da tutti gli istituti di credito, comunque dalla quota maggiore del mercato", confida Vignarca. Tra un anno "vorremmo avere con noi tutte le banche possibili - rilancia Umberto Veronesi, 'padre' del Codice - Ovviamente dovevamo partire dalle grandi banche, se no avremmo rischiato un fallimento. Ma adesso che queste 3 grandi hanno accettato il pensiero inevitabile di un maggior controllo negli investimenti sugli armamenti, si allargherà a macchia d'olio" il consenso al Codice.
"L'industria degli armamenti deve sapere che la terremo sott'occhio - avverte Veronesi dalla terza edizione della Conferenza mondiale Science for Peace, in programma oggi e domani alla Bocconi di Milano - e che non potrà andare al di là dei bisogni reali della difesa". L'obiettivo è impoverire l'industria delle armi e arricchire invece sanità, ricerca, assistenza sociale. Invertire il trend attuale: nel 2010 - ricorda infatti Science for Peace - le spese militari mondiali hanno superato i 1 Le armi: un investimento negativo .600 miliardi di dollari (+50% sul 2001); l'impegno dei Governi per eserciti e armamenti copre il 2,6% del Pil planetario, mentre ristagnano i finanziamenti a ricerca e innovazione. Non solo. Secondo i dati Ocse, nel 2010 le nazioni più sviluppate hanno stanziato per aiuti allo sviluppo meno di 130 miliardi di dollari, che salgono a 150 miliardi se si considera l'investimento complessivo di tutti gli Stati in cooperazione internazionale: comunque meno del 10% delle spese miliari nello stesso periodo.

In sintesi, il Codice di Veronesi fissa dei criteri per i finanziamenti al settore degli armamenti (escludendo determinati Paesi o aziende), e propone per ogni criterio standard di riferimento per una valutazione trasparente. Un'iniziativa alla quale hanno aderito numerose Ong e associazioni, "con un importantissimo ruolo attivo di vigilanza a segnalazione", evidenzia Vignarca. "Anche l'Onu - sottolinea - sta lavorando dal 2007-2008 a un Trattato internazionale sul trasferimento alle armi, che uniformi le politiche di tutti gli Stati membri. Proprio nel 2012 verrà discusso, e si spera promulgato".

"La scienza parla un linguaggio universale e per questo è lo strumento più adatto per costruire la pace nel mondo", recita il primo 'comandamento' del decalogo di Science for Peace. Una strada lunga che passa anche attraverso la lotta alla fame, la formazione di medici nelle aree di conflitto e il contrasto all'uso di robot e droni in guerra. La "roboetica", la chiama Veronesi: umanoidi utili alla
società, invece di robot-guerrieri con licenza d'uccidere. Aperta dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia, la 'due giorni' meneghina (pacifista anche nei buffet, rigorosamente vegetariani) attrae come
sempre Nobel e volti noti della scienza e della cultura. Tra gli altri Kathleen Kennedy, figlia di Bob e vice presidente di Science for Peace Usa. E Joao Silva, fotoreporter sudafricano che ha perso le gambe in Afghanistan, premiato da Science for Peace. "Molti considerano la mia un'utopia - riconosce Veronesi - Ma non dimentichiamo che l'utopia ha fatto andare avanti il mondo. Perché senza utopie e senza sogni non c'è progresso".

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