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Altri due paesi membro della NATO hanno ratificato per il globale e umanitario bando delle bombe

Fonte: Campagna Italiana contro le Mine - 24 settembre 2011

I 2 membri della NATO Italia e Repubblica Ceca sono divenuti rispettivamente il 65° ed il 66° Stato Paarte alla Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) questa settimana.
Queste ultime ratifiche portano il numero dei paesi NATO che sono anche Stato Parte alla CCM a 17. Altri tre membri NATO hanno firmato ma non ancora ratificato, ed 8 membri rimangono completamente fuori dalla Convenzione. Gli Stati Parte ed i Paesi firmatari sono legalmente obbligati a non utilizzare, produrre o trasferire munizioni cluster.

La Convenzione proibisce anche agli Stati Parte di assistere i paesi che non vi hanno aderito nel realizzare le attività bandite.
“ Le munizioni Cluster non do Cluster bomb vrebbero essere mai più usate per operazioni NATO” afferma Amy Little, Campaign Manager per la Cluster Munition Coalition.
Cinque nuovi Stati Parte - Afghanistan (8 Sett), Swaziland (13 Sett), Trinidad e Tobago (21 Sett), Italia (21 Sett) e la Repubblica Ceca (22 Sett) – hanno ratificato la Convenzione nelle sole ultime due settimane. La scorsa settimana, oltre 130 governi nel corso della conferenza internazionale svolta a Beirut hanno riportato i progressi relativi alla messa al bando di queste armi.
“ É veramente impressionante lo slancio che questa Convenzione sta vivendo, e sarà sempre più difficile per gli Stati che ancora non vi hanno aderito ignorare questo fatto” aggiunge ancora la dottoressa Little.

L’Italia attualmente detiene scorte di munizioni cluster ed in passato è stata un paese produttore di queste armi. Ora è fatto obbligatorio distruggere le scorte nel più breve tempo possibile e non oltre gli 8 anni successivi all’adesione alla Convenzione.
La Repubblica Ceca non pare abbia usato o prodotto munizioni cluster, ma ne possedeva delle scorte. Nel 2010 il Paese ha annunciato di aver completato la distruzione delle scorte, ancora prima della ratifica.

“ I paesi NATO che ancora non hanno aderito alla Convenzione, in particolare gli Stati Uniti, dovrebbero comprendere che costituiscono una minoranza tra i loro colleghi militari e che dovrebbero unirsi ai paesi che hanno aderito alla Convenzione. Per capire la differenza che ciò potrebbe produrre basterebbe parlare con gli abitanti del Kosovo, dove centinaia di persone sono state uccise e ferrite dalle bombe a grappolo inesplose lanciate nel 1999 dalla NATO” aggiunge Little.


Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Italiana Contro le Mine ha dichiarato: “ É una grande notizia che l’Italia sia entrata a far parte della crescente lista dei paesi impegnati nell’arrestare il danno causato da queste armi. Tutto ciò dimostra che anche i grandi produttori e detentori di munizioni cluster sono ora favorevoli ad accogliere i principi umanitari che guidano questo Trattato, e lavorare insieme per un mondo più sicuro. Allo stesso tempo, la crisi economica in atto in Italia come nel resto del mondo, ha fatto sì che il governo tagliasse pesantemente i fondi dedicati alla cooperazione internazionale, per questo motivo esortiamo il governo ad assicurare la possibilità di mantenere gli impegni sottoscritti con la Convenzione, assegnando i fondi necessari per arrestare gli effetti delle munizioni cluster e degli ordigni inesplosi in generale e per le attività dedicate all’universalizzazione di questa Convenzione” conclude Schiavello.

 

 


 

Membri della NATO che sono Stato Parte della Convenzione (17): Albania, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Netherlands, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Regno Unito, Repubblica Ceca.

 

Membri della NATO che hanno firmato ma non ancora ratificato la Convenzione : Canada, Islanda, Ungheria;

 

Membri della NATO che non hanno firmato la Convenzione (8): Estonia, Grecia, Lativia, Polonia, Romania, Slovacchiia, Turchia, USA

 

111 paesi che hanno firmato la Convenzione sulle Munizioni Cluster (gli Stati Parte in grassetto):

Afghanistan, Albania, Angola, Antigua and Barbuda, Australia, Austria, Belgium, Benin, Bolivia, Bosnia and Herzegovina, Botswana, Bulgaria, Burkina Faso, Burundi, Canada, Cape Verde, Central African Republic, Cameroon, Chad, Chile, Colombia, Comoros, DR Congo, Republic of Congo, Cook Islands, Costa Rica, Côte D’Ivoire, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Djibouti, Dominican Republic, Ecuador, El Salvador, Fiji, France, Gambia, Germany, Ghana, Grenada, Guatemala, Guinea, Guinea Bissau, Haiti, The Holy See, Honduras, Hungary, Iceland, Indonesia, Iraq, Ireland, Italy, Jamaica, Japan, Kenya, Lao PDR, Lebanon, Lesotho, Liberia, Liechtenstein, Lithuania, Luxembourg, Macedonia FYR, Madagascar , Malawi, Mali, Malta, Mauritania, Mexico, Republic of Moldova, Monaco, Montenegro, Mozambique, Namibia, Nauru, Netherlands, New Zealand, Nicaragua, Niger, Nigeria, Norway, Palau, Panama, Paraguay, Peru, Philippines, Portugal, Rwanda, Samoa, San Marino, Sao Tomé and Principe, St. Vincent and Grenadines, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Slovenia, Somalia, South Africa, Spain, Swaziland, Sweden, Switzerland, Tanzania, Togo, Trinidad and Tobago, Tunisia, Uganda, United Kingdom, Uruguay, and Zambia. See www.stopclustermunitions.org/treatystatus for details.

Note: Traduzione a cura di Campagna Italiana contro le mine - www.campagnamine.org

la campagna internazionale รจ
The Cluster Munition Coalition - www.stopclustermunitions.org
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