Difendiamo la pace senza le armi
Il 29 maggio si celebra la giornata internazionale dei Peacekeepers delle Nazioni Unite. Il termine “peacekeeping”, in realtà, non compare nello Statuto delle Nazioni Unite e sfugge a una semplice definizione, in quanto include metodi tradizionali di risoluzione pacifica delle controversie, quali negoziato e mediazione, ma anche azioni che implicano l’uso della forza armata, che invece vanno ricondotte a operazioni di polizia internazionale e differenziate dal peacekeeping. In questa giornata non vogliamo dimenticare migliaia di attivisti e volontari, non armati e non protetti dai mandati politici internazionali, che prestano il loro lavoro a servizio di pace nelle zone di guerra e di tensione nel mondo. Il 29 maggio vogliamo festeggiare la volontà e l’audacia di donne e uomini che sfidano la violenza, protetti solo dal loro senso di giustizia e coraggio. Vogliamo ricordare coloro che hanno perso la vita per avere scelto la nonviolenza. Siamo fermamente convinti che solo attraverso l’impegno dei mediatori civili e disarmati sia possibile promuovere una pace giusta e duratura. Chiediamo alle Nazioni Unite di riconoscere, in questa giornata, l’importanza di tutti gli interventi degli operatori civili professionali e volontari, che contribuiscono a trasformare i conflitti con modalità nonviolente. Chiediamo che venga riconosciuto valore al termine Peacekeeper, separandolo da operazioni militari di polizia internazionale e che vengano costituiti gruppi di Civili disarmati con il compito di Peacekeeping e di PeaceBuilding. Chiediamo che all'interno della Commissione Onu di PeaceBuilding siano previste e sostenute azioni della società civile con il compito di peacekeeping and PeaceBuilding non armate e nonviolente. Tavolo degli Interventi Civili di Pace

