ControllArmi

ControllArmi

RSS logo

Approfondimenti

"Uno ogni minuto"

Riccardo Troisi e Francesco Vignarca
Fonte: Carta - 17 marzo 2005

La Rete italiana per il disarmo ha rilanciato questa settimana anche in Italia la campagna "Control arms", promossa a livello internazionale da Amnesty international, Oxfam e Iansa [International action network on small arms, di cui fa parte anche ControllArmi].

La campagna parte dalla constatazione che oggi la diffusione incontrollata degli armamenti, soprattutto di quelli leggeri [vere e proprie armi di distruzione di massa], è pericolosa per la sicurezza nel mondo. Ogni giorno, milioni di donne, di uomini e di bambini vivono nel terrore della violenza armata: ogni minuto uno di loro resta ucciso. Le armi proliferano liberamente in molte regioni del mondo. Si calcola che ogni anno circa 500 mila persone vengono uccise a causa dell'utilizzo diretto o indiretto di armi. Del resto, nel mondo ci sono circa 639 milioni di armi leggere e 8 milioni vengono prodotte ogni anno.

La diffusione incontrollata di armi e il loro uso arbitrario da parte delle forze ufficiali e di gruppi armati hanno un costo elevato in termine di vite umane, di risorse e di opportunità per sfuggire alla povertà. Ogni anno, in Africa, Asia, Medioriente e America latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi: una somma che avrebbe permesso a questi paesi, ad esempio, di mettersi in linea con gli "Obiettivi di sviluppo del millennio" fissati dalle Nazioni unite, dall'eliminazione dell'analfabetismo [cifra stimata dall'Onu: 10 miliardi di dollari l'anno] alla riduzione della mortalità infantile e materna [cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno]. Queste considerazioni suggeriscono le campagne per il disarmo, dovrebbero discendere scelte, mobilitazioni, politiche che possano favorire l'adozione di strumenti adeguati a livello internazionale e locale per un controllo e una regolamentazione efficaci degli armamenti, capace davvero di interrompere questo "ciclo vizioso di morte".

Per come è stata pensata dalla Rete italiana per il disarmo, la campagna Control arms in Italia verrà dispiegata su diversi piani d'azione. Per il livello internazionale, si cercherà di contribuire alla promulgazione di un trattato sul commercio degli armamenti, spingendo all'azione in tal senso il governo e altre istituzioni. A livello europeo l'intenzione è di agire insieme a una rete europea, per una revisione del Codice di condotta europeo sull'export di armamenti, tenendo alto il livello di monitoraggio e di analisi dei dati che vengono comunque forniti.

Ad oggi, il Codice non è vincolante e risulta piuttosto debole sotto molti aspetti. Il valore aggiunto di Control arms nelle mobilitazioni di livello europeo consiste nel cercare di portare in tale contesto l'esperienza italiana maturata in quindici anni di applicazione della legge 185/90 [legge che l'attuale maggioranza ha pensato bene di rivedere].
Infine, a livello nazionale, la campagna si propone un'azione di informazione diffusa sul tema del commercio delle armi, cominciando da quelle "leggere" e cercando parallelamente di raggiungere tre macro-obiettivi.

Innanzitutto, la difesa della legge 185/90 e il rafforzamento del monitoraggio dell'export italiano in base alla relazione pubblicata ogni anno proprio grazie a questo strumento normativo. Un aspetto cruciale in tale contesto sono le coproduzioni e gli accordi di cooperazione militare tra stati.
Si cercherà di far partire, inoltre, un percorso di lavoro per l'introduzione di una legislazione nazionale sugli intermediatori di armi [brokers], vista anche la "Common position Ue" in tal senso adottata nel luglio 2003. Analogamente, la campagna cercherà spingere per l'introduzione di una legislazione italiana più rigida in materia di armi leggere, rafforzando i vicoli alla commercializzazione e l'export e aumentando gli standard di trasparenza. Lo strumento principale e innovativo per diffondere la campagna sarà la cosiddetta "Million faces petition", ossia la raccolta di foto-petizione, che intende raccogliere un milione di volti entro il luglio 2006. Molte foto sono raccolte da numerose botteghe del commercio equo che aderiscono alla campagna.

La galleria di immagini sarà presentata ai governi di tutto il mondo in occasione della seconda Conferenza dell'Onu sui traffici illeciti di armi leggere [New York, luglio 2006]. Forte di un ampio sostegno dei movimento sociali del mondo, la Conferenza Onu sarà l'occasione ufficiale nella quale le Ong chiederanno ai governi un impegno ufficiale che porti all'adozione di un trattato sul commercio degli armamenti.Per avere informazioni, inviare mail a: segreteria@disarmo.org e visitate il sito www.disarmo.org.

Note: Articolo originale al link:

http://www.carta.org/rivista/settimanale/2005/11/11minuto.htm
.