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Disarmo: parte in Italia campagna su controllo commercio di armi

Fonte: Ansa - 16 marzo 2005

ROMA, 16 MAR - Ogni minuto che passa, nel mondo una persona resta uccisa da un'arma; e per ogni uomo, donna o bambino del nostro pianeta, ci sono due pallottole. La diffusione incontrollata di armi e munizioni è una delle questioni più grandi della nostra epoca, e l'Italia, uno dei maggiori produttori ed esportatori di armi leggere, non sfugge al problema. Per questo la Rete italiana per il disarmo lancia una campagna, a vari livelli, sul tema degli armamenti. La campagna, dal titolo 'ControllArmì, è la «versione» italiana di 'Control Arms', lanciata nell'ottobre 2003 da una coalizione formata da Amnesty International, Oxfam e la rete internazionale di azione sulle armi leggere (Iansa) con l'obiettivo di istituire un trattato mondiale sul commercio degli armamenti, richiesta sostenuta da 20 premi Nobel per la pace. La diffusione incontrollata degli armamenti, soprattutto di quelli leggeri - hanno spiegato questa sera i promotori della campagna italiana - è pericolosa per la sicurezza nel mondo e ha un costo elevato in termini di vite umane, di risorse e di opportunità per sfuggire alla povertà. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi: una somma, sottolineano, che avrebbe permesso a quei Paesi di mettersi in linea con gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, di eliminare l'analfabetismo (10 mld di dollari l'anno) e di ridurre la mortalità infantile e materna (12 mld di dollari all'anno). Oggi nel mondo ci sono circa 639 milioni di armi leggere, fabbricate da 1.135 imprese in quasi 100 Paesi; ogni anno, se ne producono 8 milioni. Da queste considerazioni - è stato sottolineato - devono discendere «scelte, mobilitazioni, politiche che possano favorire la diffusione di una reale sicurezza attraverso un controllo e una regolamentazione efficaci degli armamenti». A livello nazionale, la campagna 'ControllArmì vuole quindi lanciare una sensibilizzazione diffusa sul tema delle armi, a partire da quelle leggere. In questo contesto, si mobiliterà in difesa della legge 185 del 1990, che regola produzione e commercio di armi nel nostro Paese; lavorerà per l'introduzione di una legislazione nazionale sugli intermediatori di armi e per l'introduzione di una legislazione più rigida in materia di armi leggere, rafforzando i vincoli all'export e aumentando gli standard di trasparenza e tracciabilità. (ANSA).

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