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Elezioni

Obiettori Nonviolenti: nei programmi elettorali scarsa attenzione a disarmo e servizio civile

Fonte: Associazione Obiettori Nonviolenti - 15 febbraio 2013

In queste ore tutti parlano di caccia F35, ma cosa propongono nei loro programmi di governo del Paese sui temi della Difesa, spese militari e disarmo e servizio civile i partiti in campo per le prossime elezioni? Se lo è chiesta l’Associazione Obiettori Nonviolenti che è andata a spulciare i programmi pubblicati sui siti dei maggiori partiti candidati alla guida del Paese.

Associazione Obiettori Nonviolenti “Le sorprese non mancano – dichiara Massimo Paolicelli – Presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti – infatti la stragrande maggioranza dei partiti non hanno nei loro programmi riferimenti alla Difesa, alle spese militari e al disarmo o al servizio civile, alcuni inseriscono frasette molto generiche e solo due partiti presentano un programma articolato”.

Ma vediamo nel dettaglio: non hanno riferimenti a questi temi la Lista Tremonti, Fratelli d’Italia, La Destra, l’Unione di Centro, Futuro e Libertà per l’Italia, il Partito Democratico, Fare e Fermare il Declino, Movimento Cinque Stelle,  Amnistia Giustizia e Libertà.

Il Popolo delle Libertà e la Lega Nord, coalizzate parlano nei loro programmi di una “centralità dell’Italia nella politica europea, nell’Alleanza Atlantica, nel dialogo euro-mediterraneo, nel rapporto con l’Est”.

La lista Scelta Civica con Monti evidenzia come l’azione di governo sul fronte internazionale poggi anche “sulla presenza delle forze armate italiane nelle operazioni di pace nel mondo” mentre afferma che “occorre maggiore attenzione alle relazioni con i Paesi in via di sviluppo improntandole alla difesa della pace e alla solidarietà”, comunque nessun accenno al nostro modello di difesa, al futuro delle Forze Armate ed alle spese militari.

I partiti che dedicano maggiore attenzione ai temi della pace sono Sinistra Ecologia e Libertà e Rivoluzione Civile, ambedue con due pagine del loro programma.

Sinistra Ecologia e Libertà vuole che “la mission internazionale del nostro Paese sia fondata sull’opzione nonviolenta e sulla cooperazione”. Vuole essere protagonista “di nuovi strumenti a servizio della pace tra i popoli: dal sostegno attivo alla prevenzione dei conflitti alle mediazioni politico-diplomatiche fino all’interposizione nonviolenta dei corpi civili di pace”.

Rivoluzione Civile chiede il “ritiro immediato delle truppe italiane da tutte le missioni di guerra, il no all’acquisto degli F35 e il no al Ddl Di Paola-Monti sulla riforma delle Forze Armate, la riduzione delle basi militari sul territorio italiano”.

“Un tema assente proprio in tutti i programmi – denuncia amareggiato Paolicelli – è quello del Servizio Civile Nazionale, che dopo i pesanti tagli economici subìti in questi anni rischia di sparire definitivamente come proposta ai giovani di cittadinanza attiva per costruire la pace. Se questa assenza è la cartina di tornasole dell’impegno nella prossima legislatura non abbiamo molte speranze. Per questo -  prosegue Paolicelli – lanciamo una “Chiamata alla pace” in cinque punti rivolto partiti, per permettere loro, se lo desiderano, di integrare i programmi”. I punti sono:

1) Difendere e promuovere l’articolo 11 della nostra Costituzione “l’Italia ripudia la guerra”;

2) Discutere il Modello di Difesa e poi decidere quali strumenti militari e civili mettere in campo;

3) Riduzione delle spese militari cancellando l’acquisto del caccia F35 ed eliminazione degli sprechi della Difesa;

4) Rilanciare il Servizio Civile Nazionale;

5) Ricostituire il Comitato per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta e costituire i Corpi Civili di Pace.

“Siamo certi – conclude Paolicelli – che anche un impegno serio per costruire la pace possa contribuire a far uscire in nostro Paese dalla crisi in cui si trova”.

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