ControllArmi

ControllArmi

RSS logo

Approfondimenti

In negozio la centrale del traffico d'armi

Fucili, proiettili da guerra, esplosivo: imprenditore arrestato. Sigilli al poligono di San Zenone
Valentina dal Zilio
Fonte: Corriere del Veneto - 14 febbraio 2011

Un traffico internazionale d’armi che nella Marca poteva contare su un importante punto d’appoggio. Questo l’inquietante scenario che secondo il questore Carmine Damiano farebbe da sfondo all’arresto di un insospettabile titolare d’armeria. Denis Pellizzari, 34 anni, proprietario della Sport Gun di San Zenone dovrà infatti spiegare agli inquirenti perchè nel suo capannone (tremila metriquadrati di armeria con annesso poligono di tiro), confusi tra le armi in vendita, si trovavano stipati duecento tra fucili, pistole e carabine, tredicimila munizioni, tra cui anche proiettili da guerra del calibro di 9 per 19, e 17 chili di polvere da sparo. Armi che immesse nel mercato avrebbero fruttato il sequestro di armi più di duecentomila euro. «Tutto materiale non registrato - spiega il questore - di cui è sconosciuta sia la provenienza che la destinazione». E che potrebbe portare a «un traffico d’armi internazionale gestito da una vera e propria organizzazione criminale». Gli agenti della sezione amministrativa della questura, guidati dal dirigente Angelo D’Ambrosio, hanno passato al setaccio l’intero magazzino ora posto sotto sequestro. La perquisizione alla Sport Gun è scattata a inizio settimana dopo l’apertura di un’indagine che sarebbe partita da lontano. Dalla Germania, più precisamente, dove l’Interpol sta lavorando per portare alla luce un traffico d’armi che avrebbe diramazioni in diversi paesi. E non è escluso che l’indirizzo di San Zenone sia una di queste. Pellizzari è stato arrestato dalla polizia venerdì e attualmente si trova in carcere a Santa Bona: era di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, a Boston. Da Amsterdam dove aveva fatto scalo ha potuto raggiungere la Marca solo in treno a causa della nebbia: ma sul suo capo pendeva già un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari Elena Rossi su richiesta del sostituto procuratore Francesco Cicero. Parte delle armi, tutte di provenienza per ora ignota, sono state trovate nascoste all’interno dell’adiacente laboratorio del padre che si occupa di imballaggi per articoli da regalo. Al vaglio degli investigatori ora la provenienza e la destinazione delle armi illegalmente detenute, mai comparse nei registri di carico scarico del centro di tiro. «L’intera armeria è ora sotto sequestro - continua il questore Damiano - al titolare sono state revocate tutte le licenze. Si tratta di capire se nel presunto traffico siano coinvolte altre persone: al momento possiamo solo dire che stiamo attenzionando diversi soggetti». Semplici sospetti, per ora, ma Damiano è sicuro: «Questo è solo l’inizio».

Note:

Articolo al link http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/14-febbraio-2011/negozio-centrale-traffico-d-armi-19011247727.shtml

.