Obama ad Hiroshima: occasione per liberare il mondo dalle armi nucleari

Le organizzazioni della società civile internazionale chiedono al Presidente degli Stati Uniti di impegnarsi, proprio dalla città giapponese vittima del devastante attacco nucleare del 1945, per un percorso di messa al bando degli ordigni nucleari.
Fonte: Rete Italiana per il Disarmo - 26 maggio 2016

Obama nuclear La Rete Italiana per il Disarmo, insieme alle campagne internazionali che si occupano di disarmo nucleare, accoglie con favore la decisione del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di recarsi a Hiroshima il 27 maggio, dopo la riunione del G7 in Giappone. 

Le organizzazioni della Rete sono certe che, visitando il Museo e il Parco del Memoriale della Pace, potrà rendersi conto in prima persona delle devastanti conseguenze umanitarie delle bombe nucleari. 

Nonostante l'annuncio fatto a Praga nel 2009 di volersi impegnare per un mondo libero da armi nucleari, durante la sua Presidenza gli Stati Uniti non hanno partecipato ai percorsi dell'Iniziativa Umanitaria. Gli Usa hanno infatti deciso di non essere presenti alle Conferenze internazionali sull'impatto umanitario delle armi nucleari, un percorso per arrivare ad un Trattato di messa al bando delle armi nucleari lanciato da un gruppo ristretto di Stati inizialmente (Messico, Norvegia, Austria tra gli altri) che ha ormai raccolto l'adesione di oltre 120 Paesi.

"Questa visita a Hiroshima – sottolinea Lisa Clark, dei Beati costruttori di Pace e responsabile RID per il disarmo nucleare - avviene mentre l'amministrazione Obama ha deciso di approvare una spesa di mille miliardi di dollari nei prossimi anni per l'ammodernamento del proprio arsenale nucleare, nonché per la costruzione di nuove armi nucleari più piccole e quindi più utilizzabili. In altre parole, si pongono le premesse per una nuova catastrofe umanitaria". 

La scelta di aderire al percorso internazionale dell'Iniziativa umanitaria è già stata fatta da Paesi dell'Unione Europea come Austria e Irlanda, e della Nato come la Norvegia. Purtroppo finora l'Italia non ha aderito a tale percorso; la Rete Italiana per il Disarmo ritiene invece che il nostro Paese potrebbe svolgere un ruolo determinante per la distensione e per fermare la corsa al riarmo nucleare. Allo scopo sarebbe sufficiente decidere la rimozione dal suolo italiano di tutte le bombe di tipo B61 oggi presenti nelle basi di Ghedi ed Aviano, ed evitare che vengano sostituite con la versione ammodernata B61-12, uno dei principali motivi di aumento delle tensioni internazionali.

Ricordiamo che in tale versione questi ordigni potranno essere utilizzati anche dai cacciabombardieri F-35 che l'Italia sta acquisendo – commenta Maurizio Simoncelli vicepresidente dell'Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – le nostre organizzazioni sono ovviamente preoccupate a riguardo, ritenendola una scelta pericolosa e contro la partecipazione italiana al Trattato di Non Proliferazione”. La Rete Italiana per il Disarmo si è da tempo espressa contro l'acquisto di F-35 con opzione nucleare, progettati proprio per caricare le nuove B61-12 nucleari, e chiede da mesi che il Parlamento prenda posizione a riguardo.

Fungo di speranza "In questi ultimi anni sia gli USA che alcuni dei suoi alleati, come l'Italia, - evidenzia Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo – hanno affermato di volere un mondo libero da armi nucleari, ma non intraprendono alcun passo concreto per diminuire il ruolo delle armi nucleari nelle proprie strategie di difesa, né per negoziati volti a rilanciare i processi di disarmo."

Sono sorte nuove tensioni intorno alle armi nucleari in Asia e in Europa. E' quindi necessario promuovere percorsi internazionali che mirino a proibire il possesso e l'uso delle armi nucleari, per avvicinarci ad una vera e propria messa al bando di questi ordigni. Oltre 120 Stati sono già pronti, da oggi, a iniziare i negoziati per giungere a un trattato che le proibisca.

"Chiediamo al Presidente Obama - conclude Lisa Clark - di cogliere l'occasione della sua storica visita a Hiroshima per incontrarsi con alcuni dei sopravvissuti alla bomba atomica di 71 anni fa, per imparare da loro a quali enormi sofferenze fu sottoposta la popolazione della città giapponese. Che questa visita sia un'occasione per poter capire fino in fondo che le armi nucleari non sono un deterrente: sono armi di distruzione di massa che vanno messe al bando”.

Gli Hibakusha, i sopravvissuti del 1945, hanno invitato Obama al Museo del Memoriale della Pace a Hiroshima chiedendogli di rilanciare con maggiore volontà politica il percorso annunciato a Praga nel 2009.

Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2016 ore 08:51