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Il popolo dello Yemen vittima delle cluster bombs

30 marzo 2016
Fonte: Campagna Italiana contro le Mine - 30 marzo 2016

A pochi giorni dall’XI Giornata Internazionale indetta dalle Nazioni Unite sul problema delle mine e sostegno alla Mine Action [1], l’appello a supporto della popolazione yemenita.

Yemen cluster bombs Le Nazioni Unite hanno indetto la Giornata Internazionale del 4 aprile, quest’anno dedicata al tema “La Mine Action è azione umanitaria”, per mantenere alta l’attenzione su tutte quelle minacce rappresentate non solo dalle mine ma anche da residuati bellici inesplosi, bombe cluster, ordigni esplosivi improvvisati (IEDs) e armi e munizioni abbandonate non in sicurezza. La presenza, o anche solo il sospetto della presenza, di questi ordigni, impedisce il pieno godimento del diritto alla sicurezza, alla vita ed alla salute delle popolazioni che convivono con situazioni di conflitto, o che le hanno vissute e sono ora a dover affrontare l’eredità lasciata sui loro territori dalle guerre.   

La Campagna Italiana contro le mine, da diversi anni, dedica un intero mese di sensibilizzazione a questi temi, iniziando dal 1 marzo (anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine) fino al 4 aprile. Quest’anno, il periodo di sensibilizzazione intensiva durerà 60 giorni il focus della sensibilizzazione riguarda sia il conflitto in Yemen, in cui vengono impiegate bombe cluster, sia il disegno di legge sul disinvestment in esame nella commissione Finanze del Senato ed il ruolo dell’Italia nella Mine Action.

Campagna Mine Quest’anno dedichiamo questa ricorrenza al conflitto in Yemen [2], in cui da un anno, precisamente dal 26 marzo 2015, la coalizione [3] guidata dall’Arabia Saudita, sta conducendo bombardamenti utilizzando bombe cluster, armi messe al bando dalla Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) del 2008. Delle vittime registrate nel 2015, il 98% è rappresentato da civili, di cui il 30% da bambini. Gli ordigni ritrovati sul posto, di sei tipi differenti, sono risultati essere prodotti negli Stati Uniti ed in Brasile [4].

In seguito al bombardamento avvenuto l’8 gennaio 2016, in cui sono state impiegate munizioni cluster sulla capitale dello Yemen, Sana’a, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, ha dichiarato che “l’uso delle munizioni cluster nelle aree popolate dovrebbe valere come crimine di guerra a causa della loro natura indiscriminata”.

“In occasione di questa Giornata ONU dedicata al problema degli ordigni inesplosi, riteniamo doveroso lanciare un appello per l’immediata sospensione di qualsiasi uso di munizioni cluster in Yemen” dichiara Giuseppe Schiavello Direttore della Campagna Italiana contro le mine “Il fatto che i paesi membri della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, non siano parte della Convenzione che mette al bando queste armi ci deve far riflettere sull’importanza dell’Universalizzazione di questo Trattato.” 

Note:

[1] Giornata dichiarata con la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite A/RES/60/97 dell’8 dicembre 2005.
[2] Il conflitto in Yemen è uno dei più atroci attualmente in corso, rappresenta la maggiore crisi umanitaria in Medio Oriente: oltre 2.000 civili uccisi durante il conflitto, di cui 400 bambini.
1,4 milioni di persone sfollate all'interno del paese a causa degli scontri.
L'80% della popolazione necessita di assistenza umanitaria tra cui cibo, acqua, casa, carburanti e raccolta rifiuti secondo la fonte Amnesty International Italia.
[3] La coalizione è composta oltre che dall’Arabia Saudita, dal Bahrain, Egitto, Giordania, Kuwait, Qatar, Sudan, Unione Emirati Arabi. Nessuno di questi paesi è parte della Convenzione sulle Munizioni Cluster.
[4] http://stopclustermunitions.org/en-gb/cluster-bombs/use-of-cluster-bombs/cluster-munition-use-in-yemen.aspx

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