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A Roma la “Festa della Repubblica che ripudia la Guerra”, la Presidente Boldrini conferma suo impegno

Servizio civile all’interno del Dipartimento della gioventù, Di Blasio: “Indebolimento”
Francesco Spagnolo
Fonte: Redattore Sociale - 03 giugno 2013

A Roma la “Festa della Repubblica che ripudia la Guerra”. Analizzato il momento vissuto dal Servizio civile. Per il responsabile della Cnesc manca “una governance politica chiara". Boldrini conferma il suo impegno in Parlamento

Incontro 2 giugno 2013 “Il servizio civile è una buona pratica di cui dobbiamo esser orgogliosi. Abbiamo il dovere di valorizzare tutto il meglio che il nostro Paese può offrire, in particolare chi opera in nome dei valori che sono alla base della Costituzione: impegno civico, servizio, solidarietà...”. è quanto ha dichiarato ieri pomeriggio a Roma, nelle sede dei “Salesiani per il sociale”, l’on. Laura Boldrini, Presidente della Camera, rivolgendosi ai giovani in servizio civile e ai rappresentanti delle realtà promotrici della “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”.L’incontro seguiva la manifestazione, svoltasi la mattina in piazza Mignanelli, promossa da Rete Italiana per il Disarmo – Controllarmi, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Tavolo Interventi Civili di Pace, Campagna Sbilanciamoci e Conferenza nazionale enti di servizio civile, che hanno premiato dei ‘Testimoni di Pace’ per ricordare come “la Festa della Repubblica debba essere patrimonio di tutti gli italiani e di tutte le categorie di cittadini, non solo simboleggiata con la parata militare”.

L’on. Boldrini è stata accolta da don Giovanni d’Andrea, Presidente Salesiani per il sociale/Federazione SCS-CNOS, da Francesco Vignarca, Coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo – Controllarmi, da Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc, e da Massimo Paolicelli, dell’Associazione Obiettori Nonviolenti. A portare la loro testimonianza anche tre giovani come Silvia e Roberta che hanno svolto il servizio civile in Italia e all’estero, e Rawanad, di origini kurde e accolto proprio dalla struttura di via Marsala, grazie a un progetto di servizio civile appena concluso a favore dei rifugiati e richiedenti asilo politico.“Abbiamo potuto invitare solo gli ex volontari – ci dice don Giovanni d’Andrea -; infatti, per varie vicissitudini dei precedenti Governi il servizio civile si è concluso per noi quasi per la totalità dei progetti a gennaio 2013, una piccolissima parte a marzo, da allora in poi più nulla con gravi difficoltà di molti servizi che risentano della mancanza dei volontari, servizi che vanno avanti ma con minore incidenza”.

Tra i giovani presenti, anche i Rappresentanti nazionali dei volontari di ritorno dalla manifestazione ufficiale dei Fori Imperiali, dove una trentina di volontari hanno partecipato alla sfilata “camminando e posizionandosi vicino ai corpi civili, proprio per sottolineare l’esistenza del Servizio vivile quale difesa non armata e nonviolenta della Patria”, come hanno precisato. A loro l’on. Boldrini si è rivolta dicendo come: “Voi rappresentate il segmento più consapevole di una generazione, voi avete scelto di impegnarvi per essere parte attiva di questa società, agite in termini di consapevolezza al servizio delle persone più svantaggiate, più vulnerabili, più fragili”. Attestato Boldrini Testimone di Pace “Oggi – ha proseguito - siamo asfissiati da questa crisi, si muore sotto il peso della condizione che viviamo, ma voi giovani ci fate pensare a un cambiamento che ci può essere, voi testimoniate che possiamo vivere in un mondo migliore, e noi abbiamo il dovere di credere in un mondo migliore”.

Primo Di Blasio ha dato atto dell’impegno dell’on. Boldrini, che da candidata alle elezioni in Parlamento aveva firmato l'appello degli enti di “Un’alleanza per il futuro del servizio civile”, e le ha ricordato la situazione “drammatica” che sta vivendo questa esperienza. Per Di Blasio la stessa collocazione del servizio civile all’interno al Dipartimento della gioventù ne ha segnato “un indebolimento”, venendo a mancare “una governance politica chiara”. Ha poi ricordato la sua proposta per un rilancio in chiave europea del servizio civile, “esperienza che all’estero ci invidiano”, chiedendo una attenzione e un’iniziativa specifica durante il prossimo semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione europea.In questo senso la Presidente della Camera ha ricordato come da parte sua, “nell’ambito di quello che posso fare e delle mie prerogative”, c’è tutto l’impegno “a portare avanti la possibilità che ci siano più risorse e che le proposte che so già essere state già formulate alla Camera possano avere un percorso, e quindi avere la possibilità di trasformarsi in legge”. Infine l’invito ai volontari: “Spero che in una delle nostre ‘Giornate di ascolto’, che ho intenzione di avviare alla Camera, ci sia anche la possibilità di avere i giovani in servizio civile nazionale e internazionale, a cui dare la parola, in modo che chi siede all’interno di Montecitorio vi possa ascoltare e che questo ascolto possa tradursi in qualcosa di concreto”. 

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