Senigallia dice no con uno striscione alle spese militari

L'Amministrazione Comunale adersice alla campagna nazionale per la riduzione delle spese militari
Fonte: Comune di Senigallia - 09 aprile 2012

L’Amministrazione Comunale di Senigallia, raccogliendo l’invito fatto dalla Università della pace della Regione Marche, dalla Scuola di pace di Senigallia e dalla Tavola della Pace, ha deciso di aderire alla campagna nazionale avviata per la riduzione delle spese militari.

Da tempo, infatti, numerose associazioni del mondo pacifista e del volontariato, insieme al Coordinamento degli Enti locali che ne fanno parte, hanno lanciato una campagna di informazione e mobilitazione dell’opinione pubblica affinché il Governo nazionale rinunci al preventivato acquisto di cacciabombardieri F35 (all’inizio 131, poi già ridotti a 90) che hanno capacità di trasporto di ordigni nucleari e il cui costo si aggira sui 15 miliardi di euro. Striscione spese militari

La Giunta Municipale ha confermato il proprio sostegno all’iniziativa con una specifica deliberazione: la n° 52, approvata il 3 aprile scorso, che fa seguito peraltro a un’analoga espressione dello stesso Consiglio Comunale con atto n° 10 del 25 gennaio 2012. Ed è stato così stabilito di esprimere con un gesto concreto il dissenso, attraverso la esposizione presso il palazzo della residenza comunale di uno striscione con la scritta “TAGLIAMO LE SPESE MILITARI”. Tale striscione è stato collocato martedì 10 aprile e rimarrà appeso fino a domenica prossima, 15 aprile, per manifestare così con forza il no della Città a questa operazione. Va ricordato d’altra parte che Senigallia ha sempre agito nel rispetto degli ideali di pace, di solidarietà e di integrazione fra le persone, i gruppi sociali, i popoli, tanto da aver voluto sancire questo impegno fin dall’articolo 1 dello Statuto comunale.

Attualmente l’Italia è coinvolta nel più grande progetto aeronautico militare della storia, ma già altri Paesi partecipanti (Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Danimarca e gli stessi Stati Uniti) hanno sollevato forti dubbi e rivisto la propria partecipazione.

In questo periodo di crisi e di mancanza di risorse in molti settori della nostra società, diventa infatti assolutamente prioritario ridurre la spesa militare: la rinuncia all’acquisto degli F35 potrebbe dunque rappresentare un forte segnale di inversione di rotta, per dirottare i fondi dalle spese militari ad altri settori, come ad esempio il sociale, oltre che per riallineare il modello di difesa al dettato della nostra Costituzione, che stabilisce il rifiuto della guerra come metodo di risoluzione dei conflitti.

L’obiettivo dei promotori della campagna, appoggiata in pieno dall’Amministrazione Comunale, è allora quello di rifiutare uno spreco di risorse per aerei da guerra e destinare invece questi ingenti fondi al sostegno delle fasce più deboli della popolazione, sviluppando investimenti in materia di lavoro, ambiente, solidarietà e sicurezza sociale, in particolare per la ricerca e la difesa del territorio. Sarà questo il modo migliore per commemorare degnamente anche il prossimo 25 aprile, riaffermando quei valori costituzionali che la Città di Senigallia ha sempre difeso.

Note:

Articolo originale al link http://www.comune.senigallia.an.it/senigallia/Senigallia/news/8241.html