Ad Andria

Le armi cambiano il lessico della guerra

Ieri l’incontro del Coordinamento per la Pace, continua la campagna contro l’acquisto degli F35.
Myriam Mucci
Fonte: Domani Andriese - 19 aprile 2012

Un momento dell'incontro di Pax Christi di Andria sul tema del disarmo

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Eppure oggi si sente costantemente parlare di “missioni di pace”, “operazioni umanitarie”, le quali vedono, sempre e comunque, le armi come protagoniste.

Si è discusso di questi argomenti nell’incontro tenutosi ieri al chiostro S. Francesco a proposito delle spese militari i un incontro del Coordinamento cittadino per la pace. . A relazionare Vincenzo Caricati e da Filippo Galentino. È stato sottolineato come sia cambiato il lessico della guerra: si parla di “operazioni chirurgiche” riferendosi ai bombardamenti, di “briefing” per riferirsi ai bollettini di guerra, di “effetti collaterali” per parlare dei morti, di “martiri” come vittime militari, quasi un voler sacralizzare i conflitti armati.

Ma a quanto pare, a monte vi è anche una non chiara decodifica del dettato costituzionale, che rischia di dare tante interpretazioni quante sono le forze politiche in contrasto tra loro. Per questo occorre risalire alle origini: se i padri costituenti avessero approvato la proposta di Leo Valiani esprimendo l’articolo in termini di “rifiuto dell’adesione all’imperialismo e a blocchi imperialistici”, oggi l’Italia non dovrebbe accollarsi l’onere di acquistare ben 90 “Joint Strike Fighter”, meglio noti come F35.

Si tratta di caccia militari capaci di decollo verticale ed in grado di condensare in un unico mezzo le caratteristiche di attacco e di difesa rendendo obsoleti i vecchi aerei da intercettazione, attacco al suolo e bombardamento. A tal proposito gli F35 sono anche provvisti di ben due stive pronte ad accogliere ordigni bellici, tra cui la bomba atomica. Nonostante l’Italia abbia già investito in questo progetto 2,7 miliardi di euro, tali aerei non avrebbero superato i test di affidabilità sul meccanismo di aggancio di coda. E stiamo parlando di quello che è considerato il grande progetto militare della storia, un abito cucito su misura del Pentagono.

La Rete Italiana per il Disarmo lavora con capillare documentazione affinché si arresti questo progetto che procede determinato nella propria realizzazione: pare che l’Italia abbia già acquistato due F35 JSF. Questo atteggiamento ricorda vagamente una vecchia soluzione, “Il popolo non ha soldi per il pane? Diamogli le brioches”, brioches che costeranno alle tasche degli italiani 15 miliardi, per un procapite di 250 euro.

Il prestigio internazionale non può essere prioritario a quelle che sono le reali esigenze di un popolo in difficoltà. Se la “sovrastruttura” si legittima nel silenzio, occorre fare rumore. Già nel lontano 1967 Paolo VI nella Populorum Progressio diceva: “Quando tanti popoli hanno fame, ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili ascoltarci prima che sia troppo tardi”.

 

QUI SOTTO: Il video integrale della conferenza

 

Note:

Articolo originale al link http://www.domaniandriese.it/wordpress/2012/04/le-armi-cambiano-il-lessico-della-guerra/